Il nodo di Hormuz e i negoziati tra Libano e Israele
Nessuna de-escalation nello Stretto di Hormuz. Tra i quotidiani di oggi, Domani e Corriere della Sera gli dedicano la prima pagina, ma anche Il Messaggero. «Ho dato ordine alla Marina degli Stati Uniti di sparare e affondare qualsiasi imbarcazione, anche di piccole dimensioni, che stia posando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz», ha scritto, «Nessuna esitazione». Sono le parole di Donald Trump, che oscurano il nuovo round di negoziati per il cessate il fuoco permanente tra Libano e Israele, iniziato ieri alle 22, ora italiana. In un primo momento, vi ha partecipato anche lo stesso tycoon. Beirut ha avanzato la richiesta di una tregua di almeno un mese.
Meloni chiede flessibilità sui conti
“Conti, Meloni contro la Ue”. Repubblica torna sul problema del rapporto tra deficit e Pil, raccontando il vertice informale dei capi di Stato o governo dell’Unione europea tenutosi a Cipro, al quale ha preso parte anche la premier Giorgia Meloni. In merito al verdetto Eurostat, la leader di Fratelli d’Italia ha rivendicato gli sforzi del governo e sostenuto che la causa del disavanzo eccessivo sia da attribuire al Superbonus. Alla luce di questo, valuta l’ipotesi di uno scostamento dal bilancio, iniziativa promossa dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Ha poi chiesto all’Europa maggiore flessibilità sui conti, sottolineando: “I conti sono in ordine, nessuno oggi può dire che l’Italia non abbia i conti in ordine”.
Via libera ai Cpr in Albania
I Cpr in Albania, voluti dal governo Meloni, sono in linea con la normativa Ue. A patto che rispettino i diritti del migrante. È quanto stabilisce l’avvocato generale della Corte di giustizia Ue Nicholas Emiliou, il cui parere non è vincolante. La premier ha espresso soddisfazione, accusando al contempo la magistratura italiana per il tempo perso. Va però specificato che Emiliou ha sottolineato: «Lo Stato resterebbe vincolato da tutte le garanzie dell’Ue per i migranti, incluso il diritto all’assistenza legale, all’assistenza linguistica e ai contatti con la famiglia e le autorità competenti». Solo in questi termini l’Italia può istituire un centro di detenzione per le procedure di rimpatrio al di fuori del proprio territorio. Questo segue l’iniziativa delle autorità italiane di presentare ricorso alla Corte di Cassazione, di fronte al rifiuto della Corte d’appello di Roma di convalidare gli ordini di detenzione di due migranti.
Barbara d’Urso porta Mediaset in tribunale
Falliti i tentativi di mediazione, l’ex conduttrice di Pomeriggio Cinque ha deciso di portare Mediaset davanti al giudice. La Stampa gli dedica uno spazio in prima pagina. I motivi che l’hanno spinta ad accusare formalmente il Biscione sono tre. In primo luogo, si parla di diritti d’autore non pagati, in 16 anni di collaborazione, anche in relazione al programma Live non è la d’Urso, che di fatto è di sua proprietà. D’Urso denuncia poi i post ingiuriosi condivisi dal profilo ufficiale Qui Mediaset, i cui responsabili avevano sostenuto di essere stati hackerati, per poi fare dietrofront e chiedere scusa alla conduttrice. Infine, si parla di presunte ingerenze da parte di Maria De Filippi e Silvia Toffanin, le quali avrebbero avuto il compito di approvare la lista degli ospiti dei suoi talk show.
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