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domenica 19 Aprile, 2026
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Meloni Foto Ansa

Meloni al Senato sull’Iran: ”Italia non entrerà in guerra”

La premier riferisce al Senato sulla crisi in Medio Oriente e in vista del Consiglio europeo del 19‑20 marzo

Da Silvia Forconi
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Giorgia Meloni ha aperto le comunicazioni al Senato sottolineando che l’Italia non prenderà parte all’intervento militare condotto da Usa e Israele contro l’Iran. «Quello di Usa e Israele è un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte», ha dichiarato la premier, anticipando la posizione italiana in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo.

L’intervento della Premier

Meloni ha definito la crisi internazionale «tra le più complesse degli ultimi decenni» e ha invitato alla serietà e alla lucidità. «Serve compattamento nazionale e responsabilità delle classi dirigenti di fronte a scenari così complessi», ha aggiunto.
«Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell’impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni», ha sottolineato la premier al Senato.

”Aspettiamo le decisioni del Parlamento”

Sull’uso delle basi militari Usa in Italia, la premier ha chiarito che per attività diverse da quelle previste dagli accordi internazionali sarà necessario il via libera del Parlamento. «Ci sono autorizzazioni tecniche per logistica o operazioni non cinetiche, ma se dovessero giungere richieste di altro tipo la decisione spetterebbe al Parlamento», ha ribadito. Meloni ha anche paragonato la posizione italiana a quella della Spagna: «Tutti i partner europei rispettano i loro accordi sulle basi Usa. L’Italia agirà nello stesso modo», ha detto, criticando le polemiche interne contro questa linea.

Condanna Minab e chiarisce: «Uso basi Usa solo con ok Parlamento»

In Aula, Giorgia Meloni ha condannato con fermezza la strage di bambine nella scuola di Minab, nel sud dell’Iran,  esprimendo a nome di tutto il governo solidarietà ai familiari delle giovanissime vittime e la richiesta che si accertino  le responsabilità di questa tragedia. Sull’uso delle basi Usa in Italia, ha ribadito che il governo rispetterà gli accordi internazionali, esattamente come la Spagna, e che qualsiasi richiesta per attività non previste dai trattati dovrà passare al vaglio del Parlamento.

L’attacco ai magistrati

Infine, la premier ha criticato nuovamente i giudici in merito ai trasferimenti nei centri di trattenimento in Albania. «L’Europa conferma chiaramente, nero su bianco, che il governo italiano ha pieno diritto a far funzionare questi centri. Temo però che, per alcuni, nemmeno questa certezza basterà a fermare le ordinanze che ne bloccano i trattenimenti», ha detto.
Meloni ha citato il caso recente di migranti irregolari condannati per reati gravi, tra cui spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale di gruppo e su minore, sottolineando che i giudici li hanno liberati o impedito il rimpatrio perché avrebbero fatto richiesta di protezione internazionale. «Decisioni che sfidano non solo la normativa, ma anche il buon senso», ha aggiunto.

“Rimpatrio da completare”

“Abbiamo già rimpatriato più di 25mila connazionali dal Golfo, dando priorità a chi era in transito o in situazioni di fragilità. L’azione di messa in sicurezza dei nostri cittadini non è ancora conclusa”, ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato. “Un ringraziamento speciale va ai Paesi del Golfo, al Ministero degli Esteri, all’intelligence e alla Protezione civile per il lavoro straordinario svolto finora”.

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