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sabato 18 Aprile, 2026
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Meloni apre sulla missione navale a Hormuz: “Solo dopo il via libera del Parlamento”

Italia pronta a contribuire con le proprie navi insieme ad altri Paesi, ma serve prima l'autorizzazione dell'Aula e la fine delle ostilità

Da Alessio Matta
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Una presenza navale internazionale nello Stretto di Hormuz resta un obiettivo sul tavolo, ma non è una mossa da fare subito. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiarito che qualsiasi missione militare potrà partire solo dopo la fine dei combattimenti e con un quadro politico condiviso.

Parlando al termine della conferenza sulla sicurezza marittima organizzata a Parigi da Francia e Regno Unito, la premier ha spiegato che l’attenzione è rivolta alla protezione delle rotte commerciali. In particolare, ha citato la necessità di operazioni di sminamento e di garanzie per le navi che attraversano uno dei passaggi più delicati del commercio mondiale.

Il messaggio politico resta netto: prima serve una tregua. Solo con una cessazione delle ostilità e con il coinvolgimento di tutti gli attori della regione si potrà valutare una presenza internazionale con compiti difensivi. Su questo punto, ha sottolineato, esiste un’intesa tra i Paesi coinvolti.

Un altro nodo centrale riguarda l’autorizzazione del Parlamento. Meloni ha ricordato che l’Italia è pronta a mettere a disposizione proprie unità navali per la missione guidata da Francia e Regno Unito, ma ogni decisione operativa dovrà passare dal voto delle Camere, come previsto dalle regole costituzionali. Senza questo passaggio politico, l’invio delle navi non potrà avvenire.

Tra le priorità indicate resta il nodo nucleare. Secondo Meloni, l’Iran deve rinunciare alla corsa all’arma atomica per costruire un quadro di sicurezza in cui nessun Paese possa sentirsi sotto minaccia. I fronti aperti sono molti, ma la linea del governo punta a tenere insieme prudenza militare e pressione diplomatica: prima la tregua, poi la sicurezza delle rotte e il ritorno al dialogo.

Leggi anche: L’Iran riapre lo Stretto di Hormuz dopo la tregua in Libano

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