lunedì 25 Maggio 2026

Trump con le spalle al muro: accordo con l’Iran o guerra totale

La Casa Bianca cerca una tregua con Teheran mentre crescono tensioni politiche, dubbi sul nucleare e timori per l’economia globale

Da Alessio Matta
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Donald Trump prova a uscire dal conflitto con l’Iran puntando su un accordo diplomatico, ma rischia di pagare un prezzo politico altissimo qualunque scelta faccia. Secondo quanto riporta la Cnn, la Casa Bianca lavora a un’intesa che possa consolidare il fragile cessate il fuoco e riaprire lo Stretto di Hormuz, snodo decisivo per il commercio energetico mondiale. Ma a Washington cresce lo scetticismo, sia tra i democratici sia tra l’ala più dura dei repubblicani.

Il presidente americano ha più volte annunciato un’intesa imminente con Teheran. Finora, però, ogni previsione si è rivelata troppo ottimistica o distante dalle reali intenzioni iraniane. Nonostante questo, indiscrezioni diplomatiche parlano di un possibile accordo entro pochi giorni. Sul tavolo ci sarebbero la riapertura dello Stretto di Hormuz e un alleggerimento del blocco statunitense contro porti e navi iraniane.

Il nodo del nucleare

L’obiettivo dell’amministrazione americana sarebbe usare questa apertura come base per nuovi negoziati sul programma nucleare iraniano. Un’intesa più ampia verrebbe accolta con favore a livello internazionale perché potrebbe ridurre la pressione sui mercati energetici e contenere gli effetti economici della guerra.

Restano però molti punti critici. Washington potrebbe sbloccare parte dei beni iraniani congelati e ridurre in modo graduale le restrizioni economiche. Una concessione che rischia di rafforzare la posizione negoziale di Teheran e di indebolire quella americana. Anche eventuali promesse iraniane sullo stop al nucleare vengono viste con forte diffidenza negli Stati Uniti.

I tempi previsti per il negoziato alimentano altri dubbi. La bozza di memorandum parlerebbe di circa 60 giorni per affrontare le questioni più delicate, compreso l’arricchimento dell’uranio. Un periodo giudicato troppo breve vista la complessità del dossier.

Pressioni sulla Casa Bianca

Per Trump il problema è anche interno. I sondaggi mostrano che la maggioranza degli americani è contraria alla guerra. Nuovi bombardamenti contro l’Iran potrebbero provocare una reazione pesante nell’opinione pubblica e aggravare la crisi economica. Dall’altra parte, un accordo percepito come debole rischia di essere letto come una resa politica per i repubblicani al Congresso.

Nel fine settimana da Teheran sono arrivati segnali contrastanti. I nuovi vertici iraniani sembrano convinti di aver resistito alla pressione americana, nonostante un’economia allo stremo e condizioni di vita sempre più dure per la popolazione. Intanto Trump deve fare i conti con l’aumento del prezzo del carburante, il calo nei sondaggi e un sostegno repubblicano meno compatto rispetto ai mesi scorsi.

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