Due posizioni fondamentali emergono dal vertice tra la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Marcon organizzato in Costa Azzurra ad Antibes. «Francia e Italia sono partner naturali e indispensabili» e, per quanto riguarda il conflitto militare in Libano, i due Paesi intendono «lanciare una coalizione su un meccanismo post-Unifil, per rafforzare la sovranità» del Paese. Questo, in cooperazione con l’UE e la NATO, così da garantire che Beirut non diventi «il punto di partenza di una nuova escalation regionale».
In conferenza stampa è il titolare dell’Eliseo a elencare i punti concordati durante il confronto con la presidente del Consiglio. L’obiettivo è rinnovare, in qualche modo, il mandato dei caschi blu, la cui scadenza è vicina. Meloni infatti ha ribadito: «Abbiamo deciso di lanciare una coalizione per il sostegno del Libano post-Unifil immaginando presto una conferenza internazionale». I due leader non mancano poi di rimarcare il ruolo dei rispettivi Paesi, con particolare riferimento all’Occidente e all’Europa. La premier ha sottolineato: «Non sarebbero quello che sono senza Francia e Italia: siamo due grandi nazioni con interessi convergenti».
Odi et amo
La premier Meloni ha colto l’occasione per ironizzare sui retroscena che raccontavano di presunte tensioni e antipatie nei confronti del presidente Macron. «Siamo due persone, che difendono il loro interesse nazionale, ma che sanno lavorare insieme», spiega divertita, «questo richiede chiaramente franchezza anche quando non si è d’accordo e ci sono state delle volte nelle quali non siamo stati d’accordo». Chiarisce però che, pur non condividendo alcune delle scelte del presidente, ciò non toglie che abbia sempre prevalso il desiderio di cooperazione.
Il nodo Iran
Sulla questione dell’utilizzo o meno delle basi militari italiane per supportare il conflitto in Iran, la presidente del Consiglio ha ribadito: «Noi non abbiamo partecipato al conflitto. Del resto, se avessimo partecipato non si spiegherebbe, diciamo, questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano molto spesso». In riferimento allo scontro frontale con Donald Trump.
Mentre sulle parole del segretario generale della NATO Mark Rutte ha affermato: «Il segretario generale nella sua, diciamo così, entusiastica ricostruzione ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati, e lui stesso poi ha corretto e puntualizzato». Ha associato quindi le sue dichiarazioni a «un tentativo di preparare al meglio il prossimo vertice della NATO», invitandolo però alla prudenza in futuro.
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