martedì 27 Ottobre 2026

Meloni punta tutto su sicurezza, immigrazione e taglio delle tasse per salvarsi in vista delle elezioni

La premier si concentra sui tre principali dossier rimasti incompiuti. Dall’apertura di Cpr direttamente in Africa, fino al taglio del cuneo fiscale nella prossima legge di bilancio, sono numerosi gli slogan che vuole adottare per convincere gli elettori

Di Laura Laurenzi
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Il si avvicina e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fa un bilancio di questa legislatura. Tra riforme mancate, promesse non mantenute e decine di dossier aperti, la leader di FdI si appresta a individuare i temi più caldi da sfruttare in vista del ritorno alle urne. Così la sicurezza, l’immigrazione e il taglio delle tasse diventano il nuovo leitmotiv della comunicazione meloniana.

Osservando i primi quattro anni di questo Governo appare chiara l’assenza di misure realmente incidenti sulla vita dei cittadini. Il premierato e l’autonomia differenziata non hanno ancora trovato una concreta attuazione, anche in considerazione dei dubbi della Consulta, mentre la della legge elettorale si avvia verso l’esame del Senato in una forma incompleta. I centri per migranti in Albania non funzionano o comunque sono attivi con un regime ben più ridotto di quello propagandato, e la sicurezza continua a essere un tema tutto da affrontare.

La strategia di Meloni verso il voto

Meloni spinge proprio su questi dossier, valorizzando sui suoi canali piccoli risultati politici. Negli ultimi giorni, dopo un post contro la “palude” che ha affossato l’emendamento sulle preferenze presentato dal suo partito, la Presidente del Consiglio ha festeggiato la mini-riforma che permetterà agli agenti della polizia municipale di fermare i ragazzi violenti nelle zone della movida e i risultati delle prove Invalsi nelle scuole.

L’obiettivo è iniziare a spingere sulle minuscole vittorie ottenute giorno per giorno, così da dare l’impressione che il elettorale sia veramente in fase di attuazione. Nessun riferimento al flop dei fondi del Pnrr o al passo indietro sulla riforma dei – promossa dal suo stesso Governo – così come nessun riferimento alle critiche giunte dall’Ue sulla dei italiani, sui salari non equiparati al costo della vita e l’assenza di riforme per la transizione energetica.

Nuovi slogan per nascondere i fallimenti

Ben consapevole delle sue mancanze, Meloni si prepara a chiudere la legislatura con nuovi slogan in vista delle elezioni. Nei prossimi mesi i viaggi all’estero saranno ridotti al minimo, in favore di trasferte tutte italiane per mostrarsi più vicina ai cittadini. Inoltre, con la prossima il Governo punterà tutto sul taglio del cuneo fiscale. Una mossa che però congelerà le spese militari almeno fino alla metà del 2027, lasciando lo scottante dossier alla prossima legislatura.

Infine, è previsto un nuovo salto in avanti sull’immigrazione: la Presidente del Consiglio vorrebbe annunciare l’apertura di centri per immigrati direttamente in Africa. L’iniziativa coinvolgerebbe anche altri Paesi Ue, tra cui Danimarca, Austria, Grecia e Olanda, visto che le normative europee sul tema sono ora meno stringenti. Nuovi investimenti fuori dall’Italia per sostenere strutture che potrebbero essere aperte sul nostro territorio a costi ben inferiori. Ciò che conta, però, è che agli elettori arrivi il messaggio che il Governo continua a lavorare, anche se i risultati faticano ad arrivare.

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