La bozza della comunicazione sulla Competitività del settore bancario della Commissione Ue appare rilevante anche in relazione all’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) volontaria totalitaria mossa da Intesa Sanpaolo sulle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena. Un’operazione dal valore di 30,6 miliardi di euro, visto che Mps ha da poco acquistato a sua volta Mediobanca, che potrebbe rafforzare significativamente la posizione di mercato del nuovo gruppo.
Il Cda di Intesa Sanpaolo, dopo la decisione di promuovere l’offerta su Mps, ha anche approvato l’acquisto del 3,01% di Generali, mentre Unipol ha sottoscritto con Intesa l’acquisizione di una banca composta da 635 filiali di Mps una volta completata l’Opas. Come si legge nella nota, Unipol proporrà a Bper, di cui è azionista di riferimento, una combinazione tra la stessa Bper e la banca ceduta da Intesa. Il gruppo post-fusione prenderà il nome di Banca Monte dei Paschi.
Un’operazione che lascia fuori, in sostanza, solo UniCredit. Se tutte queste operazioni dovessero andare a buon fine, Intesa Sanpaolo potrebbe togliere a quest’ultima il primato di prima banca italiana per valore, diventando anche una tra le prime banche europee per valore. Inoltre, vendendo buona parte di MPS a Unipol, lo stesso gruppo BPER diventerebbe la seconda banca italiana dopo Intesa non per valore ma per dimensione delle attività gestite. Una serie di operazioni che potrebbero anche spingere Unicredit a concentrarsi più sul mercato europeo, ridimensionando così i suoi interessi in Italia e lasciando più campo di azione a Intesa Sanpaolo.
Anche Mps è scettica sull’Opas di Intesa
Lo stesso Cda di Mps si è espresso in maniera critica nei confronti dell’Opas. Secondo Siena, l’operazione presenta “elementi di incertezza rilevanti” con profili Antitrust tutt’altro che certi. Lo stesso Carlo Messina, commentando l’Opas, aveva sostenuto che avrebbe “ridisegnato l’assetto bancario italiano”. Su questo punto si è espressa anche Unipol, sostenendo che si arriverebbe alla “creazione di un nuovo campione italiano nel settore bancario nazionale che si posizionerebbe al secondo posto, in particolare nella raccolta diretta, nei prestiti alla clientela e nel numero di sportelli e al consolidamento del sistema bancario domestico, guidato da primari operatori nazionali con azionisti ‘core’ italiani”.
Il rischio di uno “strapotere” di Intesa Sanpaolo
Proprio di fronte alla grandezza di questa operazione e allo “strapotere” che ne deriverebbe per il gruppo guidato dall’amministratore delegato Carlo Messina, secondo Mps l’Opas non può essere valutata solo sotto il profilo della convenienza societaria. A spiegare il motivo è la stessa Commissione Ue, pur non citando il caso il caso Intesa- Mps. Secondo Bruxelles, un consolidamento bancario nei confini nazionali di un Paese ad alto debito genererebbe non solo la creazione di un “campione domestico”, ma anche quello di un “abbraccio mortale”, ovvero l’evenienza in cui una banca eccessivamente grande investe massicciamente nei titoli di debito pubblico.
Nel momento in cui questi titoli di Stato perdessero valore, allora la banca subirebbe enormi perdite e il Governo sarebbe costretto a intervenire per salvarla, aumentando il proprio debito e facendo crollare ulteriormente il valore dei propri titoli. L’obiettivo di Bruxelles, quindi, è far arrivare nei prossimi mesi “ulteriori misure” contro “il rischio di un’eccessiva concentrazione delle esposizioni sovrane” e per diversificare i portafogli di titoli di Stato.





