Mentre sul palco in piazza Duomo, di fronte a una piazza semivuota, sotto le insegne dei Patrioti si riunivano gli esponenti della destra radicale europea, in tre diversi punti di Milano (Piazza Lima, Piazza Tricolore e Piazza Argentina) si sono radunati partiti, associazioni, collettivi e cittadini comuni, che da lì hanno dato vita a tre cortei poi ricongiuntisi all’altezza del Palazzo di Giustizia, in corso di Porta Vittoria. I cartelli, gli striscioni, i cori rivendicano la Milano città dell’accoglienza e dell’antirazzismo, la Milano “migrante”, “meticcia”, “antifascista” e “partigiana” che non vuole nulla a che vedere con le politiche xenofobe promosse dal palco dei sedicenti Patrioti.
Salis: “La remigrazione è un’idea neofascista”
Tra i manifestanti c’era anche l’eurodeputata di AVS Ilaria Salis. “La remigrazione è una pratica, un’idea neofascista e quindi deve essere osteggiata. Ecco perché è importante essere qui oggi. Ci dobbiamo opporre a questo scempio, dobbiamo opporci a questa barbarie. Dobbiamo opporci alle discriminazioni”, ha detto. Quando le chiedono se trovi problematica la vicinanza del raduno dei patrioti con l’anniversario della Liberazione risponde: “Io credo che manifestazioni come quella della Lega non dovrebbero avere la legittimità di esistere in nessun giorno dell’anno”. Su Salvini, che ha dichiarato che voler vietare il raduno è da fascisti, taglia corto: “Il fascista è lui”.
Gli idranti della Polizia contro i manifestanti
Nonostante i tanti titoli dedicati agli scontri e all’alta tensione tra manifestanti e polizia, è stata una giornata piuttosto tranquilla. Momenti di nervosismo si sono registrati quando la testa del corteo si è avvicinata alla barriera predisposta di fronte alle camionette delle forze dell’ordine: i video mostrano i manifestanti lanciare qualche bottiglia e fumogeno in direzione della barriera, in sottofondo si sente lo scoppio di qualche petardo, mentre la polizia usa gli idranti e pochi lacrimogeni per evitare di entrare in contatto diretto. È quel che accade: dopo una manciata di minuti, il corteo è ripartito su via Visconti di Modrone.
Gli organizzatori: “15mila in piazza”
Quando le altre sigle confluite in piazza Santo Stefano hanno concluso il proprio percorso, lo spezzone antagonista del corteo, composto da centri sociali come Lambretta e Zam, è arrivato in piazza Medaglie d’Oro. Dagli altoparlanti dei camion, gli organizzatori hanno detto che a scendere in piazza erano stati in quindicimila contro i solo duemila del summit convocato dalla Lega: “Ancora una volta abbiamo saputo dimostrare una risposta compatta e determinata a chi cerca di appioppare valori che con questa città non c’entrano nulla. L’invito è quello di continuare ad organizzarsi”.
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