Nelle ultime settimane negli Usa vengono arrestate circa 2mila persone al giorno dagli agenti dell’ICE, la Immigration and Customs Enforcement, ovvero l’agenzia federale di polizia specializzata nel controllo delle frontiere, nell’immigrazione clandestina e nella sicurezza doganale. Si tratta del doppio degli arresti rispetto al passato, eppure negli Usa e nel mondo la notizia passa in sordina.
L’amministrazione di Donald Trump non ha intenzione di abbandonare il tema dei rimpatri forzati, nonostante le proteste che a inizio anno hanno sconvolto il Paese e portato alla morte di diversi manifestanti. Dopo che la Corte Suprema Usa ha ampliato i poteri del presidente nella definizione della politica federale dell’immigrazione, l’ICE è stata rafforzata e i suoi agenti sono stati istruiti per compiere più arresti possibili.
La caccia all’immigrato negli Usa
Lo riferisce il New York Times, ricordando che il governo Trump non ha accolto di buon grado le limitazioni della Corte Suprema sul tentativo di eliminazione dello Ius Soli per i figli di immigrati irregolari e visitatori. Negli ultimi giorni, la notizia dell’aumento degli arresti ha iniziato a diffondersi nelle varie città statunitensi.
I cittadini sono nel panico, compresi quelli che stanno cercando di ottenere la cittadinanza Usa, che sono del tutto integrati nella società e passano le loro giornate lavorando e pagando le tasse negli Stati Uniti. Gli agenti dell’ICE sono spietati e non si fermano davanti a nulla. “Il nostro messaggio è chiaro: se entri illegalmente nel nostro Paese, ti troveremo, ti arresteremo e ti deporteremo”, si legge infatti in una nota diffusa da Lauren Bis, portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Interna.
Nei centri ICE sono detenute 63mila persone
Secondo il quotidiano, gli arresti hanno superato quota 2.400 in un solo giorno nel fine settimana del 27 e 28 giugno. Al momento, la popolazione detenuta nei centri ICE del Paese è aumentata di circa 4.000 persone, arrivando a 63.000 detenuti. Dallo scorso anno, l’ICE ha assunto migliaia di nuovi agenti e ha ricevuto miliardi di dollari dal governo Usa per svolgere il suo lavoro. Alti funzionari sarebbero stati istruiti per convincere gli agenti a lavorare sette giorni su sette e per garantire che almeno l’80% dei dipendenti fosse impegnato sul fronte degli arresti.
Trump sfrutta il tema dell’immigrazione
L’immigrazione resta un tema prioritario per Trump, che si prepara ad affrontare il prossimo novembre le elezioni di metà mandato. Il tycoon deve far fronte ai consensi in calo e alla delusione dei cittadini per la guerra in Iran, conclusasi con un accordo favorevole per Teheran e non per Washington. Un tema popolare come quello dei flussi migratori irregolari, dunque, è cruciale per la sopravvivenza di questa amministrazione.
La paura dell’ICE
Così, anche chi presto avrebbe potuto diventare un cittadino americano si ritrova brutalmente deportato. È il caso di un uomo originario del Nicaragua che nel 2027 avrebbe avuto la sua udienza e che invece è stato arrestato durante un controllo di routine in Florida. Oppure quello di suor Letty Ugboaja, una religiosa nigeriana arrestata mentre andava a messa. Dopo proteste locali e interventi di funzionari del Congresso, è stata successivamente rilasciata. Sono numerose anche le storie di deportazioni di uomini e donne a cui era semplicemente scaduto il periodo del visto. L’ICE non si ferma davanti a giustificazioni o ritardi e ad oggi negli Usa c’è la convinzione che nessuna persona di origine straniera sia davvero al sicuro.
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