giovedì 13 Agosto 2026
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Nessuno vuole investire in Germania: l’indice di fiducia ai minimi per la guerra in Iran

Secondo la ricerca dello Zew Institute le imprese temono la carenza prolungata delle forniture energetiche

Di Maria Vittoria Ciocci
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Crolla l’indice di fiducia economica della , ai minimi dal dicembre del 2022 e trascinato al ribasso a causa del conflitto in . Ad aprile è sceso di 16,7 punti, attestandosi a -17,2. Lo conferma il Centro per la Economica Europea (Zew Institute), sulla base dello studio di 192 analisti. Un deterioramento che, peraltro, è più marcato rispetto a quanto previsto nelle scorse settimane, quando si preannunciava un corrispondente a -6,7 punti.

Questo riflette un clima di crescente pessimismo tra gli operatori finanziari. Come ha sottolineato il presidente dello ZEW Achim Wambach, l’impatto delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente va oltre il semplice aumento dei prezzi energetici. Le imprese, infatti, temono una carenza prolungata delle forniture. “Questo scoraggia gli investimenti e indebolisce l’efficacia degli stimoli pubblici” – ha spiegato – “Le aspettative economiche stanno scivolando in terreno negativo”.

I settori più colpiti sono quello farmaceutico, metallurgico e chimico, mentre l’automotive – per quanto debole – gode di una certa stabilità. Anche il settore delle costruzioni non se la passa bene, registrando un calo di 3,8 punti. Berlino però può concedersi un po’ di ottimismo su banche, e tecnologie dell’informazione e dei di pubblica utilità, per ora salve dall’impatto della voluta da Donald Trump.

Rimane il fatto che il quadro si inserisce in un contesto di rallentamento piuttosto ampio, che coinvolge l’intera . Qui, l’indice ZEW è sceso a -20,4 punti, segnale che il continente risulta chiaramente esposto all’ internazionale.

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