giovedì 13 Agosto 2026

Nobile: “Nel 2026 nuova strategia AI, ora la priorità è adottarla nella Pa e nelle imprese”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Un d’ sulla cooperazione digitale, da firmare a Riad, per rafforzare le relazioni tra Italia, Paesi del Golfo e altri partner internazionali. È il dossier su cui lavora Mario Nobile, direttore generale di Agid, intervenuto durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma. 

Nobile ha incontrato Dima Al Yahya, segretaria generale della Digital Cooperation Organization, realtà che raggruppa i Paesi del Gcc e altri Stati come e Cipro. La cooperazione digitale, nella sua visione, è ormai una delle infrastrutture essenziali degli scambi: riguarda le persone, le merci, le relazioni transfrontaliere e la possibilità di costruire un’ossatura per collegare economie diverse. 

Sul fronte italiano, il 2026 sarà un anno chiave per l’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione e nelle imprese. Dopo la pubblicazione delle linee guida per la Pa, il governo ha avviato il per aggiornare la strategia nazionale. La squadra dal sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti dovrà portare a una strategia che, rispetto ai percorsi più informali del passato, sarà approvata nel 2026 o al massimo all’inizio del 2027 in seno al Comitato interministeriale per la transizione digitale. 

Il punto, per Nobile, non è soltanto scrivere un documento di indirizzo, ma definire gli elementi concreti che permettano a imprese e amministrazioni di adottare l’AI. La sfida più ambiziosa, quella di primeggiare, resta sullo sfondo. Nell’immediato, però, l’Italia deve soprattutto imparare a usare queste tecnologie e portarle dentro i reali. 

La cornice di Fii Priority Europe offre anche un messaggio più ampio sull’attrattività europea. Da vent’anni l’Europa discute di come sbloccare un vero mercato unico dei capitali. In Italia, accanto a un debito superiore ai tremila miliardi, esistono centinaia di miliardi investiti da fondi e capitalismo familiare. Per Nobile, eventi come quello di Roma servono anche a ricordare alla “vecchia Europa” che il capitale deve essere dinamico, non rimanere fermo nei cassetti o sui conti correnti. 

La lezione che può arrivare dagli investitori sauditi e dal mondo del Golfo è proprio questa: il capitale deve circolare, sostenere progetti e creare connessioni. La cooperazione digitale diventa così una delle condizioni per rendere più fluido anche il movimento degli

internazionale/esteri

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