Sulla riforma della legge elettorale e sulle nomine in Commissione di Vigilanza Rai le distanze tra maggioranza e opposizione non si accorciano. Il centrosinistra è sempre più unito nel tentativo di frenare e bloccare del tutto i piani del governo Meloni, ormai sempre più in difficoltà. Con il ddl Caccia slittato all’autunno, dopo che Ue e Quirinale si sono allineati con l’opposizione nel sottolinearne le criticità e i possibili contrasti con le direttive europee, ora il centrosinistra è pronto a fermare anche l’iter di approvazione della legge elettorale.
La seduta è slittata al 14 luglio, visto che il centrodestra stesso è in difficoltà sul testo a causa dell’incognita rappresentata da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, e i partiti di opposizione si preparano a ostacolare la riforma. “È incredibile che in un paese che ha un calo della produzione industriale da tre anni consecutivi, che ha gli stipendi tra i più bassi d’Europa e in cui le liste d’attesa per fare una mammografia possono arrivare a un anno e mezzo l’unica priorità di questa maggioranza sia cambiare la legge elettorale”, ha ribadito oggi la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Sulla legge elettorale nessun dietrofront dell’opposizione
La leader dem ha ricordato i punti irricevibili presenti nel testo, tra cui la proposta del premio di maggioranza. Questo sarebbe talmente alto che il vincitore delle elezioni so avvinerebbe in maniera inquietante ad avere il quorum necessario per l’elezione del Presidente della Repubblica. “Credo che Meloni l’altro giorno abbia chiarito molto bene qual è il reale obiettivo”, ha sostenuto Schlein, facendo riferimento alle dichiarazioni della Presidente del Consiglio nello studio di Nicola Porro, dove ha annunciato di voler “sfatare il tabù di un nome di destra al Quirinale”.
Lo stallo senza fine sulla Vigilanza Rai
Il secondo obiettivo dell’opposizione è quello di uscire dall’impasse in cui si trova la Commissione di Vigilanza Rai. Al momento i commissari di opposizione si sono dimessi e i presidenti di Camera e Senato dovranno chiedere ai gruppi di indicare i nuovi commissari. L’ex presidente Barbara Floridia, in quota M5S, ha già dichiarato che il centrosinistra non ha intenzione di presentare alcun nome, almeno finché non verrà assicurato loro che non sarà scelta Simona Agnes, in quota FI, come guida di Viale Mazzini.
La questione potrebbe passare nelle mani della seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, il quale ha presentato una proposta di pace. “Dico al centrodestra: ritirate Agnes, che rimane consigliere di amministrazione. Dico alla sinistra: volete un presidente di garanzia? Fate una rosa di nomi che la sottopongo io al centrodestra e provo anche a far accettare un nome di garanzia che vada bene a tutti”, ha dichiarato oggi, riconoscendo la necessità di trovare un compromesso per permettere alla Vigilanza di riprendere i suoi compiti. Lo scontro in Aula e in commissione è aperto e sembra che entrambe le coalizioni siano pronte a darsi battaglia in vista delle prossime elezioni del 2027.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





