A seguito dell’incidente stradale che ha visto coinvolto il vannacciano Emanuele Pozzolo a inizio giugno, la prefettura di Biella ha predisposto la sospensione della patente. Il deputato era uscito fuori strada tra il comune piemontese e Cossato. Una volta raggiunto dalle forze dell’ordine, queste ultime avevano rilevato un tasso alcolemico superiore a quanto consentito per legge.
Nei prossimi giorni dovrà sottoposti a una serie di controlli da parte della commissione medica, che avrà il compito di accertare se fosse nelle condizioni psicofisiche consone per mettersi alla guida. Controlli che saranno accompagnati dagli accertamenti fisici. Tra un anno Pozzolo potrà procedere con la messa alla prova, alla quale ci si può appellare una sola volta e che consente di dimezzare i tempi di sospensione, oltre che l’annullamento del reato.
Tuttavia, qualora il giudice dovesse ritenerlo responsabile dell’incidente, anche alla luce degli accertamenti medici, il deputato verrà sottoposto alla revisione della patente. Quindi a un secondo giro di controlli. Potrà tornare a guidare solo in caso di parere favorevole del personale specializzato e poi nuovamente del giudice.
È una decisione sulla quale il diretto interessato non si vede d’accordo. Infatti Pozzuolo, interpellato da Adnkronos, ha garantito: «Farò ricorso, è dal 7 di giugno che mi hanno tolto la patente. Reputo ci siano molte cose da chiarire».
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