martedì 9 Giugno 2026
Meloni Piantedosi

Patto asilo e regolamento Ue sui rimpatri: il piano del Governo per salvare i centri in Albania

L'obiettivo è utilizzare il Cpr di Gjader come return hub e blindare il protocollo siglato dalla premier Meloni e dall'omologo Rama

Da Maria Vittoria Ciocci
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In attesa dell’approvazione del regolamento europeo sui rimpatri, che dovrà passare al vaglio del Consiglio e del Parlamento Ue, il 12 giugno entrerà in vigore il Patto asilo. Il Governo dovrà quindi emanare un nuovo decreto – che includerà parte delle norme del ddl immigrazione, fermo in Senato –, così da mettersi in pari con le nuove direttive europee.

L’attenzione dell’esecutivo converge sulla lista dei Paesi sicuri, in particolare la possibile inclusione di Bangladesh, Egitto, Tunisia e Marocco. La speranza per il centrodestra è che, a quel punto, anche i migranti soccorsi in mare possano essere selezionati, trasferiti a Gjader – nel Cpr in Albania – e rimpatriati senza passare per i tribunali di Roma. Che hanno sempre annullato il fermo per i richiedenti asilo in quanto contro le norme Ue.

E questo è un obiettivo che lo stesso ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato in un’intervista a La Stampa, dove ha ipotizzato che – con il Patto asilo – il Cpr di Gjader potrebbe essere utilizzato “anche come centro per le procedure accelerate di frontiera”, in quanto è “la finalità originaria per cui è stato realizzato, anche in linea con le nuove regole europee di prossima entrata in vigore, introdotte proprio per evitare l’uso strumentale dell’asilo politico”.

Direttive sui rimpatri e return hub

Per rispettare il nuovo regolamento sui rimpatri – come anticipato, al vaglio del Consiglio e del Parlamento Ue –, il Governo dovrà però modificare il protocollo Italia-Albania firmato dalla premier Giorgia Meloni e dall’omologo albanese Edi Rama. Le nuove norme prevedono infatti che le richieste di asilo, la gestione e l’istituzione dei centri nei Paesi terzi sia affidata a questi ultimi. Mentre attualmente ogni responsabilità del Cpr di Gjader è a carico dell’Italia.

Il ministro Piantedosi, nel merito, ha affermato: “L’Italia ha sostenuto con convinzione questo provvedimento, consapevole che una politica migratoria europea equilibrata non può prescindere da norme chiare ed efficaci sui rimpatri. Le nuove disposizioni introducono obblighi concreti, rafforzano la cooperazione tra gli Stati membri e prevedono strumenti operativi nei Paesi terzi. È un passo avanti significativo verso una gestione del fenomeno migratorio che sia sostenibile per tutti”.

In sintesi, il nuovo regolamento sui rimpatri dovrebbe prevedere l’istituzione dei return hub nei Paesi terzi, un ordine europeo di rimpatrio e la detenzione per i migranti irregolari da rimpatriare fino a 30 giorni.

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