È di poche settimane il passaggio di Laura Ravetto a Futuro Nazionale e c‘è già chi le fa notare un cambio di passo su diversi temi. Primo fra tutti, quello dei migranti. “Con questo governo gli sbarchi quest’anno sono 66 mila. I rimpatri sono aumentati negli ultimi tre anni per ogni anno del 20% e quest’anno sono stati 7 mila. Con la sinistra al massimo eravamo arrivati a 4 mila”. Con queste parole – come ricorda con un post su X la pagina “Il Grande Flagello”, ripreso da “Abolizione del suffragio universale” su Facebook – la neovannacciana difendeva l’operato del Governo Meloni, quando era ancora deputata della Lega. Ma ieri 11 giugno in Aula alla Camera, ha letto i numeri in maniera diversa: “I rimpatri effettuati dall’Italia nel 2025 sono stati circa 4.500. Meno di 400 al mese. Se ci aggiungiamo i rimpatri volontari siamo a 6.700 unità. C’è un’efficacia espulsiva pari a meno il 10%. Gli italiani non chiedevano miracoli, ma chiedevano risultati“.
Ecco, in realtà i cittadini chiedono soprattutto trasparenza sulla linea politica degli esponenti di partito che siedono a Montecitorio e Palazzo Madama. Poiché su questo basano il voto alle urne. Laura Ravetto si è giustificata così: “Avete ragione! Infatti il problema era prima, quando la Lega mi mandava in tv a difendere certe cazzate! 6.700 rimpatri annui sono una miseria (si fidi, lo pensano tutti pure in Lega). Finalmente ora sono libera! Libera di dire la verità!”. Ora, che i politici non si rivolgano sempre agli elettori con onestà intellettuale non è una novità. Lo si vede in campagna elettorale, quando i leader di partito puntano tutto su un programma e poi, una volta al Governo, dimenticano le promesse fatte. Ma in questo caso si tratta di un mea culpa espresso pubblicamente, in modo esplicito ed eclatante.
Ravetto, nel commento condiviso sotto il post che evidenzia la sua incoerenza, aggiunge: “Libera di sperare che Vannacci arrivi al Governo e faccia ciò che questa destra finta non sa fare”. Peccato che con “questa destra” Futuro Nazionale si dovrà comunque confrontare. Per quanto l’ascesa politica del generale sia oggettiva, è improbabile che da qui a un anno raggiunga una percentuale di preferenze tale da governare da solo. Ma in campagna elettorale vale tutto, anche criticare frontalmente gli ipotetici alleati e rimangiarsi ciò che si era detto un mese prima. Il dubbio però che Ravetto parli in base al partito e non per convinzione ormai rimane e mina la credibilità dell’ex big del Carroccio.
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