Nel Regno Unito infuria il dibattito, alimentato dai partiti di estrema destra, sul presunto “razzismo contro i bianchi” tra le forze dell’ordine. I dati ufficiali raccontano però un’altra storia: nell’Hampshire le persone nere hanno una probabilità oltre cinque volte superiore rispetto ai bianchi di essere fermate e perquisite dalla polizia. Razzismo, sì, ma certo non contro i bianchi.
A fornire il pretesto per la campagna della destra radicale è stato l’omicidio del diciottenne Henry Nowak, accoltellato a Southampton da Vickrum Digwa, membro della comunità sikh, e inizialmente trattato dagli agenti come sospettato anziché come vittima.
Il caso Nowak
La sera del 3 dicembre 2025, Digwa accoltellò più volte Nowak a seguito di un diverbio in strada. Gli agenti di polizia, chiamati dal fratello di Digwa, anziché prestare immediatamente soccorso a Nowak lo hanno ammanettato e trattato come un sospettato nonostante ripetesse di essere ferito e di non riuscire a respirare. Il successivo arrivo di un’ambulanza e i tentativi di rianimarlo sono stati vani: il ragazzo è morto poco dopo.
L’assassino, sia agli agenti arrivati sul posto sia in udienza, ha detto di essere stato vittima di insulti razzisti e di aver agito per legittima difesa, ma il giudice ha respinto la sua versione dei fatti e lo ha condannato all’ergastolo con un minimo di 21 anni da scontare. L’episodio ha tuttavia dato il là a una vasta campagna politica e mediatica secondo cui la polizia britannica sarebbe ormai influenzata da politiche “anti-razziste” al punto da discriminare i cittadini bianchi.
I numeri della discriminazione
Le statistiche ufficiali raccontano una realtà molto diversa. Nell’area dell’Hampshire, dove è avvenuto il delitto, una persona nera ha una probabilità 5,1 volte superiore rispetto a una persona bianca di essere sottoposta a fermo e perquisizione da parte della polizia. La media nazionale di Inghilterra e Galles è già elevata, pari a 3,8 volte, ma l’Hampshire registra valori ancora peggiori. Il dato non è neppure in miglioramento. Due anni fa il rapporto era di 4,1 a 1; l’anno successivo è salito a 4,8; oggi supera quota 5. In passato aveva sfiorato addirittura l’8 a 1. Nel solo 2025-26 la polizia dell’Hampshire ha effettuato circa 15 mila controlli, ma il 60% non ha prodotto alcuna contestazione o provvedimento successivo.
Anche l’uso della forza e di strumenti coercitivi come il taser continua a colpire in misura sproporzionata le minoranze etniche, secondo numerosi studi e rapporti indipendenti.
Razzismo, sì. Ma non contro i bianchi.
Brooks: “Con Nowak agenti superficiali, non razzisti”
Stephen Parkinson, direttore del Crown Prosecution Service, ha ricordato che esiste una documentata sproporzione nel sistema penale britannico: “C’è una maggiore probabilità di essere perseguiti penalmente se si appartiene a un gruppo etnico diverso dai bianchi britannici”.
Anche Duwayne Brooks, sopravvissuto all’aggressione razzista in cui nel 1993 fu ucciso Stephen Lawrence, ha respinto la teoria del razzismo anti-bianco. Secondo Brooks, il caso Nowak è il risultato di cattivo lavoro investigativo e superficialità, non di pregiudizi contro i bianchi. “Non ho visto alcuna prova di un pregiudizio anti-bianco nella polizia”, ha dichiarato. “La vittima è bianca, gli agenti sono bianchi e si tratta di una forza di polizia composta quasi interamente da bianchi”.
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