giovedì 13 Agosto 2026
Ramy Elgaml ph Ansa

Rinviato a giudizio il carabiniere coinvolto nel caso Ramy Elgaml

Il militare è accusato di omicidio stradale con eccesso colposo nell'adempimento del dovere; a processo anche l'amico della vittima e altri sei agenti

Di Laura Laurenzi
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Svolta nel caso Elgaml. La Procura di Milano ha chiesto il per omicidio stradale con “eccesso colposo nell’adempimento del dovere” per il carabiniere che era alla guida della gazzella coinvolta nell’ che ha portato alla del 19enne, lo scorso 24 novembre 2024.

Stessa decisione per Fares Bouzidi, che guidava lo scooter inseguito, sempre per concorso in omicidio stradale. Il processo è richiesto anche per altri sei militari accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d’ dell’amico di Ramy. Secondo l’accusa, questi avrebbero costretto testimoni a cancellare dell’incidente con il presunto obiettivo di depistare le indagini.

Inoltre, avrebbero omesso dimenzionare l’urto, scrivendo falsamente che lo scooter a causa del sovrasterzo scivolava”. Una circostanza che è stata poi smentita dalla ricostruzione della Polizia locale e dalle immagini acquisite. Infine, non sarebbero stati menzionati lo “schiacciamento del corpo di Ramy da parte della Giulietta”, la presenza di testimoni oculari,  una dashcam e una bodycam che avrebbero ripreso l’intero inseguimento.

Le contro il carabiniere nel caso Ramy

Per quanto riguarda le imputazioni nei confronti del carabiniere, questo è accusato di aver mantenuto “una distanza e una velocità inidonee a prevenire eventuali collisioni o tamponamenti con il mezzo in “, con una “manovra particolarmente avventata“. Secondo i pm, nel corso dell’inseguimento avrebbe agito nell’adempimento del suo dovere, salvo poi aver “ecceduto colposamente i limiti stabiliti dalla legge con una condotta di guida sproporzionata, anche rispetto alla necessità di bloccare lo scooter”.

Il militare dovrà rispondere anche delle lesioni nei confronti dell’amico della vittima, che si trovava alla guida dello scooter. Quest’ultimo è stato già condannato in primo grado per resistenza a 2 anni e 8 mesi ed è accusato di omicidio stradale in concorso in relazione a quella fuga, senza patente, a tratti “contromano” e con picchi di velocità superiori 120 chilometri orari.

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