“Senza l’amministrazione Trump, grandi economie come Spagna, Italia, Belgio e Canada non avrebbero raggiunto il 2% del Pil in spese per la difesa”. Con queste parole, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, conferma una sorta di sudditanza ideologica e politica agli Stati Uniti, considerati l’unica Nazione capace di tenere operativa ed efficiente l’Alleanza Atlantica.
In occasione della presentazione del rapporto annuale della Nato, Rutte ha sottolineato come queste pressioni abbiano dato i loro frutti. ” Nel 2025, per la prima volta, tutti gli alleati hanno raggiunto l’obiettivo concordato nel 2014 di investire almeno il 2% del loro Pil nella difesa“, ha riconosciuto, aggiungendo che dal 2024 al 2025 l’aumento della spesa per la difesa di Europa e Canada è aumentata del 20%. L’Italia ha infatti preventivato una spesa pari a 12 miliardi in tre anni per il rafforzamento e l’ammodernamento della sua difesa. Un obiettivo che si scontra con la strategia di prudenza fiscale adottata dal governo Meloni. Il problema, sembra, sarà dell’Italia del futuro, perché ciò che conta è evitare di infuriare Trump.
Il peso di Trump nella Nato
Il riferimento di Rutte è ovviamente all’ultimatum del presidente Usa arrivato nei primi mesi del 2025, quando ha convinto gli alleati ad aumentare le spese per la difesa e la sicurezza, pena l’uscita dei Washington dalla Nato. Il Tycoon aveva sostenuto di essere stanco di dover sostenere la maggior parte delle spese, esigendo che anche i Paesi europei dimostrassero un certo impegno, dedicando il 5% del loro Pil a queste spese.
Un risultato di cui gli Usa possono godere, ma che in alcuni casi, Italia compresa, metterà a dura prova i bilanci nazionali. Il segretario dell’Alleanza sembra dimenticare questi particolari, più contento di mantenere in armonia i rapporti con gli Usa. Non è facile dimenticare come il giorno prima del vertice Nato all’Aja del 2025, Rutte abbia scritto a Trump: “Li abbiamo convinti tutti a firmare per il 5%! L’Europa pagherà in grande misura, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria”.
Messaggi pubblicati dallo stesso Tycoon, a dimostrazione dell’asservimento del Segretario. Un tiro mancino presto perdonato da Rutte, che ha ricordato ancora una volta il peso statunitense all’interno dell’Alleanza. “Un forte legame transatlantico rimane essenziale in un’epoca di incertezza globale”, ha ribadito oggi. L’Europa, almeno finché non agirà come un’unica grande potenza mondale, dovrà continuare a sottostare al giogo statunitense. Anche se questo significherà mettere a rischio i propri bilanci nazionali. Diverse capitali europee, però, sembrano non essere più tanto soddisfatte delle posizioni assunte da Rutte.
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