lunedì 28 Settembre 2026
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Saluti romani a Dongo. Nella contromanifestazione gli antifascisti lanciano gavettoni di sterco

Tensioni e lanci di escrementi durante il raduno neofascista sul lago di Como: la parata dei "Patrioti" contestata dai fischi dell'Anpi e manifestanti

Di Redazione
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Gavettoni riempiti di lanciati contro i . È questa l’immagine che segna l’edizione 2026 della commemorazione di Dongo, sul , dove anche quest’anno gruppi di estrema destra si sono riuniti per ricordare i gerarchi fascisti uccisi dai partigiani nel 1945.

La novità di quest’anno sono stati proprio i lanci di sterco da parte di alcuni contestatori schierati fin dal mattino a pochi metri dalla , separati da un fitto cordone di polizia e carabinieri. “Il fascismo è merda”, hanno gridato mentre dall’altra parte prendeva forma il rito del “presente” e dei saluti romani, organizzato per commemorare i quindici gerarchi catturati e uccisi il 28 aprile 1945. Sul lungolago i partecipanti, circa un centinaio, si sono disposti in file ordinate. Hanno appeso corone di fiori al parapetto e alzato più volte il braccio nel saluto romano. Dall’altra parte della , centinaia di riuniti sotto le bandiere di Anpi, Cgil e vari partiti hanno coperto il rituale con fischi e con il canto di “Bella ciao”.

Tra i protagonisti della manifestazione c’era Salvatore Ferrara, dirigente della Rete dei Patrioti e figura di riferimento del . Alcuni contestatori lo hanno accusato di compiere un gesto vietato dalla legge. La sua risposta è stata secca: “Prendo la denuncia e me ne vanto. Sono medaglie”. La commemorazione si è poi spostata a Giulino di Mezzegra, davanti a villa Belmonte, nel punto in cui furono fucilati Benito e Claretta Petacci. Anche qui i partecipanti hanno ripetuto il rito del “presente”, sotto la delle forze dell’ordine.

La doppia manifestazione divide anche la politica. Il senatore Tino Magni di Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione in Senato, chiedendo al ministro dell’ di impedire raduni che richiamano simboli e valori del fascismo.

Leggi anche: Colpi di pistola sul corteo per la Liberazione a Roma

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