Matteo Salvini smentisce ogni voce su una possibile crisi del centrodestra, chiarendo che la legge elettorale non sta provocando alcuna ripercussione sull’unità della coalizione. Eppure, l’iter del provvedimento è stato rallentato e ora i vari partiti stanno riflettendo sull’effettiva convenienza di inserire le preferenze all’interno del decreto legge. Su questo tema, il leader della Lega ha preferito non esprimersi: “Non abbiamo posizioni ferme a proposito della legge elettorale o delle preferenze. Le abbiamo sui temi della sicurezza, sui temi sociali, sul costo della vita”. Sul resto ci sono le riflessioni dei tecnici che sono già al lavoro sulla questione.
Inoltre, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha chiarito che per il momento non c’è nessun incontro in agenda con i leader della coalizione, il segretario di FI Antonio Tajani e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Una dichiarazione che dovrebbe servire a far comprendere che tra gli alleati non c’è nessun allontanamento e che nessun tema ha effettivamente richiesto un incontro tra i tre. Anche in questo caso, però, il leader leghista glissa sulla crisi generata nella maggioranza dalla proposta del Carroccio di procedere alle primarie di partito per le comunali.
Il nodo delle preferenze nella legge elettorale
Eppure, proprio la disquisizione sulle preferenze ha creato qualche frizione nella maggioranza. FdI, il partito della Presidente del Consiglio, sostiene la necessità di inserire questa specifica nel testo. Si tratta di un punto che permette di inserire capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati. Una soluzione che non convince tutti. FI non è a favore dei capilista bloccati, mentre la Lega si è detta contraria all’intero impianto.
“Io sono sempre stato eletto con le preferenze sia a Milano sia a Bruxelles ma questo non toglie e non aggiunge nulla”, ha sostenuto Salvini, aggiungendo l’unico obiettivo è garantire che chi verrà eletto potrà rimanere al governo per cinque anni. “Come farlo lo decideranno i tecnici. Non abbiamo precondizioni”, ha continuato. Alla base della sua sicurezza vi sarebbe la convinzione che il centrodestra è già abituato e capace di governare insieme e in armonia.
Salvini critica il centrosinistra
“Vedo molti più problemi a sinistra”, ha spiegato, riproponendo la narrazione che nel Campo Largo vi sarebbe solo una sommatoria di partiti che però non avrebbero in comune un programma. “Dall’altra parte non sono d’accordo su niente se non sull’opposizione” a questo governo, ha chiarito Salvini, salvo poi tradirsi poche parole più tardi. Il leader della Lega si è detto scontento della gestione del dossier delle amministrative.
Ma è sempre più isolato nel centrodestra
Il suo partito è pronto alle primarie aperte nei Comuni che nel 2027 andranno al voto, con l’obiettivo di avvicinare il più possibile gli elettori alla coalizione. Il resto degli alleati, però, è piuttosto scettico sulla possibilità. “Quello su cui sprono il centrodestra è decidere in fretta e decidere bene per le candidature”, ha chiarito, mettendo in luce tutto il suo isolamento sul tema.
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