Mentre l’ennesimo “inconveniente tecnico” rallenta inesorabilmente il traffico ferroviario tra Roma e Firenze, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, è concentrato a dettare la linea a un suo collega. “Conto che il ministro Urso convochi le compagnie petrolifere e faccia vedere loro il prezzo alla pompa e il prezzo alla produzione”, ha dichiarato oggi con una certa convinzione mentre si intratteneva con i cronisti ad un gazebo della Lega a Milano.
Un vero e proprio ordine, giustificato secondo il vicepremier dalla crisi dei carburanti esistente in Italia. “Le compagnie sono molto veloci ad aumentare i prezzi quando c’è un problema, ma sono molto più lente a ridurli quando i prezzi scendono”, ha continuato a criticare il titolare del Mit, dicendosi poi favorevole ad un intervento fiscale ed economico sui guadagni di banche, compagnie petrolifere ed energetiche.
Salvini non si è fermato a questa critica, preferendo tentare anche di prevedere gli scenari futuri. “Se tutti usano la testa, non ci sarà nessuna emergenza e non ci saranno razionamenti, né didattica a distanza, né smart working”, ha spiegato, aggiungendo che affinché questo accada è necessario prima che la guerra finisca. Un obiettivo che non sembra così semplice da raggiungere e che quindi apre anche a diversi scenari, almeno secondo la visione del vicepremier: “Non possiamo essere in guerra e sanzionare tutto il mondo che ci fornisce energia, altrimenti per fare il pieno fra un mese bisognerà fare un mutuo. Occorre riconsiderare anche le sanzioni e il blocco totale nei confronti della Russia“.
Urso e l’opposizione rispondono a Salvini
Una serie di considerazioni che sembrano tipiche di un membro dell’opposizione e non di un collega di governo. Un aspetto sottolineato anche dal co-leader di Avs, Angelo Bonelli: “Oggi assistiamo a uno spettacolo indecoroso. Un esecutivo allo sbando che auto-denuncia la propria incapacità davanti agli italiani”. Ben più critico il segretario di Azione, Carlo Calenda: “C’è una cosa di Salvini di cui si può sempre essere certi: lui non fa mai nulla, al massimo chiede a qualcun altro di fare”.
Lo stesso ministro Adolfo Urso ha deciso di rispondere al vicepremier, sottolineando che le compagnie petrolifere avrebbero accolto le considerazioni del suo ministero, iniziando a ridurre il prezzo dei carburanti. Il ministero delle Imprese ha reso noto che, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti, benzina e diesel hanno registrato un calo di -8 centesimi al litro tra il 9 e il 10 aprile.
Il Codacons ha però fatto notare come questo calo non sia omogeneo su tutto il territorio italiano. “A livello regionaleil prezzo del gasolio scende ovunque tranne in Sicilia (+0,2 cent), Abruzzo (+0,4 cent) e Basilicata (+0,1 cent), mentre in Emilia Romagna e Puglia i listini rimangono invariati”, ha spiegato l’Associazione. Anche senza le critiche di Salvini, il governo sembra già abbastanza in crisi.
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