giovedì 13 Agosto 2026

Sanchez sfida Meloni sui migranti: “L’Italia è prima per arrivi irregolari negli ultimi anni”

Il governo italiano blocca Schengen con la Spagna per un mese e si alza lo scontro con il premier spagnolo che rinfaccia alla leader di Fdi (dati alla mano) il fallimento del suo governo sull'immigrazione

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

È scontro aperto tra Italia e Spagna sulla gestione dei dopo la decisione del di sospendere per un mese l’accordo di Schengen con Madrid. La misura, che prevede controlli mirati nei porti e negli aeroporti italiani sui cittadini extraeuropei provenienti dalla Spagna, ha provocato la reazione del premier spagnolo Pedro Sanchez.

La crisi diplomatica nasce dopo l’emergenza a Ceuta, enclave spagnola in territorio nordafricano, dove migliaia di migranti marocchini hanno tentato di entrare. Per il il rischio è che possano aprirsi nuove rotte verso l’Italia.

Sanchez replica: “Servono dati e rispetto dei trattati Ue”

Sanchez ha la scelta italiana richiamando le europee sulla libera circolazione e sottolineando che le decisioni sui interni devono essere motivate da reali minacce alla sicurezza. “Solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto dei trattati Ue no”, è il messaggio lanciato dal premier spagnolo su X, che ha poi citato i dati di Frontex sugli ingressi irregolari negli ultimi anni.

Secondo i numeri ricordati da Madrid, tra il 2021 e il 2026 l’Italia sarebbe stata il principale punto di ingresso nell’Unione europea per migranti irregolari, con circa 478.600 arrivi. Un dato utilizzato da Sanchez per contestare la narrazione secondo cui l’emergenza sarebbe legata principalmente alla Spagna.

 

 

Meloni: “Tutela della sicurezza nazionale”

La premier difende invece la decisione del governo e sostiene che la sospensione temporanea di Schengen sia una misura necessaria per prevenire possibili conseguenze sulla sicurezza italiana. La scelta è arrivata dopo le valutazioni del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle , coordinato dal Viminale. Secondo l’esecutivo, l’obiettivo è evitare che la situazione di Ceuta possa trasformarsi in un nuovo corridoio migratorio verso le coste italiane. Meloni ha assicurato che il provvedimento resterà in vigore “solo per il tempo necessario” e che saranno limitati gli effetti sui flussi turistici nel periodo estivo.

La posizione dell’Unione europea

Da Bruxelles è arrivata una reazione prudente. La Commissione europea ha definito “inaccettabile” la situazione a Ceuta, ma ha evidenziato che al momento non risultano flussi migratori dall’enclave spagnola verso altri Paesi europei. L’Ue ha ricordato inoltre che Ceuta e Melilla sono frontiere esterne dell’Unione e che sono già sottoposte ai controlli previsti dalle norme europee. Per questo motivo, Bruxelles ha chiesto all’Italia di chiarire in che modo la crisi spagnola rappresenti una minaccia diretta alla sicurezza nazionale.

Le critiche delle opposizioni

La decisione del governo ha scatenato la reazione delle opposizioni italiane. La segretaria del Elly Schlein ha accusato l’esecutivo di puntare sulla demagogia, mentre il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha parlato di una scelta dettata dalla di consenso politico. Critiche anche da +Europa e Alleanza Verdi e Sinistra, che contestano l’efficacia del blocco di Schengen e accusano il governo di alimentare timori sui flussi migratori. Nel centrodestra, invece, la scelta viene rivendicata come una conferma della linea sulla sicurezza dei confini, con Lega e Forza Italia che sostengono l’intervento del governo. La partita ora si sposta sul tavolo europeo, dove Roma dovrà spiegare le ragioni della misura e confrontarsi con gli altri Stati membri.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata