lunedì 15 Giugno 2026

Se la guerra dura 4 mesi, il Pil italiano scende a zero

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, avverte sui rischi economici del conflitto in Medio Oriente : ''Senza una rapida fine, la recessione è sempre più vicina''

Da Silvia Forconi
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L’ italiana ruota attorno alla situazione del Golfo. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, non ha nascosto la preoccupazione sulle conseguenze del tra Iran e : se non si arriva a una negoziazione in tempi record, la recessione per tutta l’Europa è vicina.

Tutto ruoterebbe attorno a una scadenza temporale, infatti se la si fermasse subito, il Pil potrebbe ancora galleggiare su un possibile +0,5%. Ma non riuscirebbe a superare i quattro mesi di ulteriore conflitto, oltre il quale la crescita italiana si azzererà completamente.”È logico che se il conflitto continua diventa un problema”, ha osservato Orsini, sottolineando come l’instabilità non possa andare d’accordo con una possibile ripresa.

L’Europa non sta interpretando correttamente i segnali di rallentamento e i legati all’instabilità globale. Da qui l’interrogativo sulla necessità di cambiamenti al vertice delle istituzioni per affrontare una fase economica che si fa di giorno in giorno più difficile. ”Mi meraviglia, onestamente, che l’Europa non abbia pronte misure e che si stia parlando ancora di aiuti di Stato e non di debito , dove oggi il euro-dollaro vale 1,16. Questa miopia veramente mi spaventa, forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Europa”, ha dichiarato Orsini.

A pesare sulla ripresa sono i rischi legati allo e alle rotte commerciali. L’allarme di Confindustria viaggia in parallelo con quello del Fondo Monetario Internazionale: se il blocco dovesse persistere, l’inflazione rischierebbe di schizzare di nuovo al 5%, bloccando e produzione. Per Orsini, l’unica via d’uscita per evitare il “punto di non ritorno” dei quattro mesi è una rapida stabilizzazione dell’area. Senza quella, la recessione sembra essere inevitabile.

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