Il Commissario europeo per l’energia Dan Jorgensen ha chiarito al Financial Times che gli Stati membri dovranno prepararsi a una crisi energetica di “lunga durata”. L’escalation del conflitto mediorientale e il blocco dello Stretto di Hormuz potrebbero rendere necessario il razionamento del carburante e il rilascio di ulteriori riserve di petrolio. In particolare, per alcuni prodotti critici, la situazione “potrebbe peggiorare nelle prossime settimane”.
“Meglio essere preparati che dovercene pentire” – sottolinea Jorgensen – “Avremo bisogno di questi strumenti anche in una fase successiva”. E aggiunge: “Deve essere fatto al momento giusto e deve essere proporzionato”. In uno scenario simile, Jorgensen ha però assicurato che per ora non sussiste un problema sulla “sicurezza dell’approvvigionamento”. La Commissione si sta però preparando a qualsiasi eventualità.
Non esclude, inoltre, che si possa arrivare a modificare le condizioni relative alle importazioni di carburante dagli Stati Uniti. Nel caso degli aerei, ad esempio, l’Unione Europea ha stabilito come punto di congelamento del carburante di -47 °C, mentre gli Usa si fermano a -40 °C. Dunque, per usufruirne, bisognerebbe modificare le normative. Un’opzione che Jorgensen, ha affermato, è sul tavolo. In alternativa si potrebbe pensare a un altro rilancio delle riserve strategiche di petrolio. Ma questo solo “se la situazione dovesse diventare più grave”.
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