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sabato 18 Aprile, 2026
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Jannick Sinner. EPA_JOHN G. MABANGLO

Sinner vince a Indian Wells, Medvedev sconfitto in due set

Match di grande equilibrio, decisivi i tie-break. 25° titolo per l'altoatesino

Da Sergio Di Laccio
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Sinner è tornato. E, a ben vedere, anche Medvedev, che a sorpresa ha eliminato Carlos Alcaraz in semifinale e poi ha dato parecchio filo da torcere al numero 2 al mondo. Due set chiusi al tie-break, 7-6, 7-6, e venticinquesimo titolo in carriera per l’altoatesino, che conquista così l’unico Master 1000 su cemento che ancora mancava alla sua collezione.

Il “ritorno” di Sinner…

Forse dire che “è tornato” è un po’ ingeneroso nei confronti di Sinner: nel 2025 ha perso il numero 1, anche a causa del caso Clostebol che lo ha tenuto ai box tre mesi, ma ha vinto Australian Open, Wimbledon e ha chiuso la stagione con la vittoria delle ATP Finals. La sconfitta a Melbourne in semifinale con Djokovic, sarebbe a dire col tennista più vincente della storia, e quella a Doha ai quarti con Mensik avevano però intaccato quell’aura di invincibilità che soltanto Carlos Alcaraz sembrava poter mettere in discussione. La verità è che ci aveva viziato. Ci aveva fatto dimenticare che è umano anche lui.

…e quello di Medvedev

Che Medvedev fosse umano, terribilmente umano, era invece ben chiaro a tutti. Ventitré trofei in bacheca, tra cui un US Open (2021) e una vittoria alle Finals (2020), il russo è stato uno dei tennisti più forti della sua generazione; ovvero quella, un po’ deludente, nata negli anni ’90, e rimasta schiacciata tra l’epoca dei Big Three Federer (classe 1981), Nadal (1986) e Djokovic (1987; senza dimenticare altri due grandi giocatori come Wawrinka, 1985, e Murray, 1987) e il dominio di Sinner (2001) e Alcaraz (2003).
Nonostante un palmares di tutto rispetto, da due anni Medvedev è stato l’ombra di sé stesso. Uscito mestamente dalla top 10, non raggiungeva una finale di questo calibro da oltre due anni. Dopo il cambio di coach, da Gilles Cervara a Thomas Johansson, Daniil sembra tornato in sé. Già due tornei ATP 500 vinti nel 2026, l’exploit contro Alcaraz e, ieri sera, una grande finale.

Un match equilibrato

Un match equilibratissimo, conclusosi senza break e con due tie-break tiratissimi.
Quello che gli ha permesso di portare a casa il primo set, Sinner se lo è aggiudicato per 8-6, dopo che il russo era riuscito ad annullare con un ace il primo set point. Jannick ne ha conquistato un altro, con un rovescio letale su Medvedev non ha potuto far nulla, e ne ha approfittato con la battuta a disposizione.
Ancora più complicato è sembrato il secondo tie-break, nel quale Medvedev si è portato sullo 0-4. Poi Sinner si è stufato di sentirsi umano, e ha fatto 7 punti di fila: 7-4, due set a zero, e venticinquesimo titolo in bacheca.

Alcaraz si avvicina

Con questa vittoria, Sinner guadagna 1000 punti nella classifica ATP e si porta a 11.400. Resta significativo il margine di vantaggio di Carlos Alcaraz, ora a 13.550 (+2.150 punti). La primavera del tennis, che culminerà con il Roland Garros, mette però in palio molti punti, e questo garantisce a Sinner un discreto vantaggio sullo spagnolo, che in questo stesso periodo della scorsa stagione ne ha conquistati parecchi mentre l’altoatesino era fermo ai box.
E allora, alla prossima sfida; sempre che Medvedev, Djokovic, Mensik, o magari il giovane Fonseca, non giochino qualche tiro mancino ai nuovi padroni del tennis.

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