lunedì 28 Settembre 2026
Micheal b jordan foto Ansa

Oscar 2026, trionfa Anderson: sei premi a One Battle After Another

Il thriller sull'estremismo negli Usa domina la 98ª edizione degli Academy Award. Michael B. Jordan batte i favoriti e Javier Bardem scuote il pubblico con un appello per la Palestina

Di Silvia Forconi
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La 98ª edizione degli Academy Award incorona l’America divisa di Paul Thomas Anderson. Il suo film, Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another), ha trionfato al Dolby Theatre portando a casa sei statuette, tra cui Miglior film e Miglior regia. L’opera è un crudo ritratto dei tra Black Power e Ku Klux Klan ed è stata definita dal regista come ”un atto di scuse verso le per il disastro sociale contemporaneo”. La cerimonia degli Oscar, condotta da Conan O’Brien, si è svolta in un clima di massima sicurezza a delle tensioni internazionali e delle anti-immigrazione che hanno circondato il teatro per tutta la notte.

Il trionfo di Michael B. Jordan

Il verdetto più inaspettato degli Oscar è arrivato nella categoria per il miglior attore protagonista. Michael B. Jordan, interprete di Sinners, ha sbaragliato la di giganti come DiCaprio e il favorito Timothée Chalamet. Jordan ha convinto i giurati con la doppia interpretazione di due gemelli mafiosi in lotta contro il razzismo. Sul fronte delle interpretazioni femminili, l’irlandese Jessie Buckley ha vinto l’Oscar come migliore per Hamnet, mentre Amy Madigan è stata premiata come non protagonista per l’horror Weapons.

Oltre alla regia di Anderson,  Guillermo del Toro con Frankenstein ha dominato le categorie tecniche, mentre il riconoscimento al miglior documentario è andato a Mr. Nobody Against Putin.

Un caso internazionale ha riguardato Sean Penn, vincitore come miglior attore non protagonista: l’attore infatti non si è presentato a ritirare il . Secondo fonti giornalistiche, Penn si troverebbe già in Ucraina per una diplomatica. A scuotere la platea è invece Javier Bardem, che durante la consegna di un premio ha lanciato un monito politico diretto: «No alla guerra e Palestina libera». Il clima di tensione è stato palpabile anche durante il ricordo di Rob Reiner, omaggiato sul palco dopo la tragica scomparsa avvenuta lo scorso dicembre.

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