giovedì 13 Agosto 2026
Micheal b jordan foto Ansa

Oscar 2026, trionfa Anderson: sei premi a One Battle After Another

Il thriller sull'estremismo negli Usa domina la 98ª edizione degli Academy Award. Michael B. Jordan batte i favoriti e Javier Bardem scuote il pubblico con un appello per la Palestina

Di Silvia Forconi
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La 98ª edizione degli Academy Award incorona l’America divisa di Paul Thomas Anderson. Il suo film, Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another), ha trionfato al Dolby Theatre portando a casa sei statuette, tra cui Miglior film e Miglior regia. L’opera è un crudo ritratto dei tra Black Power e Ku Klux Klan ed è stata definita dal regista come ”un atto di verso le nuove generazioni per il disastro sociale contemporaneo”. La degli Oscar, condotta da Conan O’Brien, si è svolta in un di massima a causa delle tensioni internazionali e delle proteste anti-immigrazione che hanno circondato il per tutta la notte.

Il trionfo di Michael B. Jordan

Il verdetto più inaspettato degli Oscar è arrivato nella categoria per il miglior attore protagonista. Michael B. Jordan, interprete di Sinners, ha sbaragliato la concorrenza di giganti come Leonardo DiCaprio e il favorito Timothée Chalamet. Jordan ha convinto i giurati con la doppia interpretazione di due gemelli mafiosi in lotta contro il . Sul fronte delle interpretazioni femminili, l’irlandese Jessie Buckley ha vinto l’Oscar come migliore per Hamnet, mentre Amy Madigan è stata premiata come non protagonista per l’horror Weapons.

Oltre alla regia di Anderson,  Guillermo del Toro con Frankenstein ha dominato le categorie tecniche, mentre il riconoscimento al miglior è andato a Mr. Nobody Against Putin.

Un caso internazionale ha riguardato Sean Penn, vincitore come miglior attore non protagonista: l’attore infatti non si è presentato a ritirare il premio. Secondo fonti giornalistiche, Penn si troverebbe già in Ucraina per una missione diplomatica. A scuotere la è stato invece Javier Bardem, che durante la consegna di un premio ha lanciato un monito politico diretto: «No alla guerra e Palestina libera». Il clima di tensione è stato palpabile anche durante il ricordo di Rob Reiner, omaggiato sul palco dopo la tragica scomparsa avvenuta lo scorso dicembre.

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