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sabato 18 Aprile, 2026
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La Polonia si spacca

Polonia spaccata: a rischio i 44 miliardi del piano Ue Safe

Il Presidente della Repubblica Nawrocki mette il veto sull'adesione al programma di difesa mentre il premier Tusk avverte: "Non ci fermerà"

Da Maria Vittoria Ciocci
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La Polonia si divide. È scontro aperto tra il Presidente della Repubblica Karol Nawrocki – che ha messo il veto sul programma di difesa e riarmo Ue Safe, rinunciando a 44 miliardi di euro destinati a 12mila aziende polacche – e il Presidente del Consiglio Donald Tusk. Poche migliaia di cittadini si sono incontrati davanti al palazzo presidenziale di Varsavia, intonando slogan contro Nawrocki: “Puzza come una calza russa”. E ancora: “Traditore, traditore. Quando Nawrocki mette il veto, Putin festeggia”. E Tusk avverte: “La Polexit è una minaccia reale oggi”.

Naworocki volta le spalle all’Ue

L’annuncio del veto sul programma Safe è arrivato il 12 marzo, durante un discorso alla nazionale. “Non firmerò mai una legge che compromette la nostra sovranità, indipendenza, sicurezza economica e militare”. La protezione dalla Federazione Russa è però un tema delicato per il Paese, che nel 2026 raggiungerà il 4,8% del PIL destinato alla difesa. Eppure, Nawrocki – e il partito ultraconservatore che lo sostiene, Diritto e Giustizia (PiS) – percepiscono il programma Safe come la scusa per esercitare pressioni su Varsavia.

Questo perché è strutturato in un prestito di 45 anni, con interessi pari a 180 miliardi di zloty – 49 miliardi di dollari, n.d.r. – e “pertanto i polacchi dovranno rimborsare il doppio dell’importo del prestito, mentre le banche e le istituzioni finanziarie occidentali ne trarranno vantaggio”. È questo il punto di vista di Nawrocki, che ha pensato a un’alternativa: Safe 0%, presentata con il presidente della Banca Nazionale Polacca (NBP) Adam Glapinski. Consiste nell’usufruire dei profitti della rivalutazione delle riserve auree e valutarie della NBP per finanziare appunto i costi della difesa.

La reazione di Donald Tusk

“Il veto del presidente non ci fermerà” – ha sentenziato il premier – “Il piano ‘Polonia armata’ verrà attutato”. E così, per bypassare lo stop del presidente, Tusk ha adottato una risoluzione volta a garantire i finanziamenti per i 139 progetti del piano.

 

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