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giovedì 23 Aprile, 2026
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Soldato delle Idf

Soldato delle Idf colpisce con una mazza la statua di Gesù. Tel Aviv: “Un atto vergognoso”

La profanazione è avvenuta nel sud del Libano. Il premier Netanyahu: “Ci saranno pene severe. In Israele i cristiani sono al sicuro"

Da Maria Vittoria Ciocci
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Un militare delle Idf impugna la mazza e colpisce la testa della statua di Gesù Cristo, nel sud del Libano. “Ieri, come la stragrande maggioranza degli israeliani, sono rimasto scioccato e addolorato nell’apprendere che un soldato delle Forze di Difesa ha danneggiato un’icona religiosa cattolica” – il premier Benjamin Netanyahu è intervenuto in mattinata sull’accaduto – “Condanno l’atto nei termini più forti”. Ha infine assicurato che le autorità sono impegnate in “un’indagine penale”, così da poter adottare “misure disciplinari adeguatamente severe nei confronti del responsabile”.

L’intervento arriva dopo ore di silenzio. Il tempo che è servito per appurare la veridicità della foto diffusa in rete. È poi arrivata la conferma da parte dell’esercito. Subito dopo, il ministro degli Esteri a Tel Aviv Gideon Sa’ar ha pubblicato un post su X: “Ci scusiamo per questo incidente e con ogni cristiano che si è sentito ferito”. Il mea culpa che segue la sentenza: “È un atto grave e vergognoso”. Non manca poi di congratularsi con le Idf per avere avviato un’indagine. Iniziativa che, in realtà, dovrebbe essere un atto dovuto.

Soldato delle Idf profana la statua di Gesù

La bufera è esplosa nel tardo pomeriggio di ieri. La foto che ritrae un soldato delle Forze di Difesa israeliane colpire la testa della statua di Gesù crocefisso – tenuta, peraltro, a testa in giù – è diventata virale nel giro di pochi minuti. La profanazione si è consumata nel sud del Libano, nel villaggio di Debl, vicino al confine con Israele.

statua di Gesù

Statua di Gesù profanata da un soldato delle Idf ph: X

Prima di condannare l’atto, le autorità hanno preferito accertarne l’attendibilità. Questa mattina è arrivata la conferma: non si tratta di Intelligenza Artificiale. A quel punto al premier israeliano non sono rimaste molte alternative. È quindi intervenuto, anche lui come Sa’ar con un post su X, per chiarire che “mentre i cristiani vengono massacrati in Siria e in Libano dai musulmani, in Israele prosperano”. Oltre ad aggiungere che Tel Aviv è l’unico luogo in Medio Oriente dove “la popolazione cristiana è in crescita” e dove si rispetta la “libertà di culto per tutti”.

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