Teheran manda un messaggio molto chiaro ai Paesi Europei: qualsiasi complicità con gli Stati Uniti e con Israele verrà considerato “un atto di guerra“. La minaccia arriva dal portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Esmail Baghaei, che nel corso di una conferenza stampa si è rivolto soprattutto a Francia, Germania e Regno Unito. Le tre potenze infatti hanno affermato di essere pronte ad azioni difensive contro l’Iran.
In realtà, l’arsenale missilistico a disposizione degli ayatollah comprende diversi modelli balistici e da crociera a medio raggio, pensati per raggiungere tra i 1.300 e i 2.000km. Dunque inefficaci se si vogliono utilizzare per colpire obiettivi che vanno oltre i territori arabi e le basi militari dislocate in quell’area. Tra le preoccupazioni, dunque, si temono soprattutto ripercussioni organizzate dalle cellule terroristiche.
Germania, Francia e Regno Unito pronte ad “azioni difensive”
La dichiarazione delle potenze europee è arrivata a 48 ore dall’attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran. Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer hanno chiarito che, se necessario, sono pronti ad adottare azioni difensive per tutelare i loro interessi nel Golfo e quelli degli alleati. Iniziativa che mette nel mirino le infrastrutture iraniane dedite alla produzione degli ordigni.
Nel comunicato non mancano inoltre di condannare la risposta di Teheran agli attacchi, definendo “indiscriminati e sproporzionati” i lanci missilistici rivolti agli altri Paesi della regione. E una dura condanna arriva soprattutto dalla Francia, che si erge a difesa di Arabia Saudita, Emirati, Bahrein, Qatar, Kuwait, Oman e Giordania. Trascinati in una guerra che, sottolinea Jean-Noel Barrot, “non hanno scelto”.
Più cauta è l’Italia, con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che invita soprattutto la Repubblica Islamica a fermare gli attacchi rivolti ai Paesi del Golfo, ma – a differenza degli alleati europei – senza minacciare ritorsioni. Questo non basta però per acquietare gli animi. Nelle ultime ore il Viminale ha predisposto la massima allerta, mettendo in sicurezza oltre 28mila siti sensibili. Di cui 4.400 a Roma.
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