domenica 24 Maggio 2026

“Troppi media Usa si stanno piegando a Trump” L’allarme dell’editore del New York Times

A. G. Sulzberger ha criticato duramente le testate che hanno deciso di accontentare il tycoon per evitare cause legali e continuare ad avere i sussidi economici statali: "Dobbiamo difendere i diritti di una stampa libera e indipendente"

Da Laura Laurenzi
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L’editore del New York Times, A. G. Sulzberger, si è messo a capo di una dura lotta a difesa della libertà di stampa. Nel corso di un evento alla Yale Law School a New York, ha invitato i presenti a non ignorare i segnali inquietanti provenienti dalla Casa Bianca e il fatto che il presidente Usa, Donald Trump, stia di fatto “usando una gamma sempre più ampia di strumenti e poteri per colpire la stampa”.

Un obiettivo che però sarebbe reso più facile da raggiungere dal comportamento di alcune testate che avrebbero deciso di piegarsi alle richieste del tycoon. Sulzberger ha infatti criticato le realtà che ormai da mesi avrebbero smesso di scrivere articoli contrari all’amministrazione, addirittura arrivando a utilizzare modi di dire e uno stile di scrittura più vicino a quello del presidente. Il riferimento è, ad esempio, a quei giornali che definiscono il Golfo del Messico come Golfo d’America. Il tutto per semplici vantaggi economici che però arrecano un danno irrimediabile ai cittadini.

La critica ai media Usa piegati a Trump

L’editore ha criticato i media che hanno deciso di cedere ad un accordo con la Casa Bianca, pur di non affrontare cause legali che però “potevano vincere”. Sulzberger ha poi parlato del caso del Washington Post, il cui editore è Jeff Bezos, che avrebbe eliminato dagli articoli ogni possibile critica nei confronti dell’amministrazione Trump. L’editore ha invece espresso solidarietà a quelle realtà, come il Wall Street Journal, la Bbc e Des Moines Register che sono stati querelati dal presidente solo per aver svolto il loro lavoro. Inoltre, ha anche ricordato l’ingiusto licenziamento di Stephen Colbert dal suo Late show per i temi trattati nel corso della trasmissione.

A queste minacce si aggiungono altre decisioni prese dalla Casa Bianca, come l’obbligo per i reporter di essere scortati all’interno del dipartimento della Difesa, proprio per evitare che questi possano raccogliere informazioni non gradite ai vertici militari. “Alcune testate si sono dimostrate all’altezza della situazione opponendosi agli sforzi del tycoon di punire il giornalismo indipendente”, ha spiegato Sulzberger, citando Associated PressNpr, ringraziandoli per il loro impegno.

“Si tratta di uno sforzo importante perché, senza clienti coraggiosi, anche i migliori avvocati non possono né affermare né difendere i diritti di una stampa libera e indipendente”, ha spiegato l’editore del New York Times, cercando di ricordare che neanche il più forte dei governi dovrebbe avere il diritto di agire contro la libertà di stampa e di informazione.

Leggi anche: Spari vicino alla Casa Bianca, ucciso l’attentatore: un ferito

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