Trump parla di accordo con l’Iran, ma Teheran frena
Donald Trump annuncia una possibile intesa con l’Iran per mettere fine alla crisi nel Golfo e riaprire lo stretto di Hormuz. Per ora, però, Teheran nega che esista un accordo definitivo e mantiene una linea prudente.
Il Corriere della Sera apre con l’annuncio del presidente americano: «C’è l’accordo». Anche la Repubblica parla di un’intesa ormai pronta, mentre La Stampa descrive un vero e proprio conto alla rovescia diplomatico tra Washington e Teheran.
Sul tavolo ci sono la fine delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, la sicurezza delle rotte energetiche e la riapertura completa di Hormuz dopo settimane di tensione.
Resta però distanza tra le due versioni. Da una parte Trump accelera e prova a intestarsi il successo politico, dall’altra l’Iran continua a negare che il negoziato sia arrivato al traguardo.
Elezioni comunali, milioni di italiani chiamati alle urne
Weekend elettorale in tutta Italia. Sono 749 i Comuni chiamati al voto per scegliere sindaci e consigli comunali, in una tornata che viene letta anche come un test politico nazionale per maggioranza e opposizione.
Il Corriere della Sera parla della «posta in palio» per destra e sinistra, con molti capoluoghi considerati decisivi per capire gli equilibri politici del Paese.
la Repubblica sottolinea come il voto nelle città possa trasformarsi in un banco di prova per il governo Meloni, soprattutto dopo mesi di tensioni sociali ed economiche.
La Stampa mette invece l’accento sui numeri della consultazione: quasi sei milioni di italiani coinvolti nella sfida dei sindaci.
Sanzioni contro Ben-Gvir dopo il caso Flotilla
Crescono le pressioni internazionali contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir dopo le violenze denunciate dagli attivisti della Flotilla fermata nei giorni scorsi nel Mediterraneo.
la Repubblica racconta che la Francia avrebbe deciso di mettere al bando Ben-Gvir, definendo il suo comportamento «inqualificabile» dopo quanto accaduto durante il sequestro delle imbarcazioni dirette verso Gaza.
Il Fatto Quotidiano allarga invece il quadro delle indagini e scrive che non ci sarebbe solo il ministro israeliano sotto osservazione, ma anche sei funzionari delle forze armate e della Marina israeliana coinvolti nell’operazione contro la Flotilla.
La vicenda continua a creare tensioni diplomatiche tra Israele e diversi Paesi europei, mentre resta aperto il dibattito sulla gestione della crisi umanitaria a Gaza.
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