Donald Trump contro tutti in questo secondo giorno del summit Nato ad Ankara, in Turchia. Il presidente degli Stati Uniti ha sferrato un nuovo attacco agli alleati europei, inclusa l’Italia, e ha chiarito di essere molto deluso per il comportamento tenuto dall’Iran in questa seconda fase di colloqui per la pace nel Golfo. Il tycoon non ha risparmiato affondi contro la Spagna, con cui vorrebbe interrompere ogni rapporto commerciale, e l’Italia, definita “pessima” nella gestione delle basi Usa sul suo territorio.
Per quanto riguarda i rapporti con Teheran, Trump ha chiarito che la tregua è da considerarsi conclusa, anche se i colloqui tra le due delegazioni in Pakistan potrebbero proseguire. Nella notte, gli Usa hanno sferrato nuovi attacchi contro l’Iran, chiarendo che si tratterebbe di una risposta per i missili lanciati da Teheran contro alcune imbarcazioni mercantili e petroliere nello Stretto di Hormuz.
L’ira di Trump contro la Nato
Durante il summit anche il tema della sovranità della Groenlandia è tornato al centro dell’agenda di Trump, il quale ha ribadito di credere che l’isola dovrebbe essere sotto il controllo statunitense e non danese. Il motivo? I fondi garantiti dagli Usa per la sua protezione dalla minaccia russa. Il leader statunitense si è detto profondamente deluso dal comportamento dell’Alleanza Atlantica, i cui membri starebbero approfittando della “generosità” americana, non partecipando adeguatamente alle spese di difesa e sicurezza.
Il nodo della difesa di Hormuz
Al centro della questione, come già ribadito il 7 luglio dal tycoon, vi sarebbe stato il rifiuto da parte degli alleati europei di partecipare alle operazioni di difesa dello Stretto di Hormuz nel corso della guerra in Iran. Secondo Trump, gli Usa non avrebbero avuto davvero bisogno degli alleati europei, ma la sua richiesta sarebbe stata un test per comprendere se questi fossero disposti a sostenere gli Stati Uniti nella loro guerra.
Un sostegno mai arrivato, anche se Trump sembra dimenticare che lo statuto della Nato non permette di partecipare a operazioni che non rientrano nei suoi confini. In sostanza, un intervento a Hormuz avrebbe significato scendere in guerra contro l’Iran e i suoi alleati per un conflitto di cui non erano neanche stati preventivamente informati dalla Casa Bianca.
Trump: “Meloni non mi ha aiutato”
Si tratta di dettagli che il presidente Usa ha deciso di ignorare, ricordando solamente l’assenza dei Paesi europei al suo fianco. Già nel primo giorno di summit, Trump era stato incalzato sul suo rapporto con Meloni e aveva messo in chiaro la sua posizione: “La ritengo una brava persona, ma non ha voluto aiutarmi. Ha sbagliato”.
Allo stesso modo, il tycoon ha criticato anche le strategie di Francia, Germania e Gran Bretagna, così come quelle della Spagna che, nel secondo giorno di summit, sembra l’avversario numero uno di Trump: “Non vogliamo più fare affari con loro, non partecipano, non pagano. Non voglio più averci niente a che fare”. Un attacco che Madrid ha sostanzialmente snobbato, chiarendo che i rapporti con Washington restano floridi e che “le relazioni commerciali sono vantaggiose per entrambi i Paesi, sia nell’ambito commerciale che in quello della difesa”.
Turchia e Cina: i nuovi alleati di Trump
Ad attirare l’attenzione, poi, è stata la posizione assunta da Trump sui suoi possibili nuovi alleati. Dopo la delusione in Iran, dove sembra che il cessate il fuoco e i negoziati con l’Iran siano destinati a naufragare, il tycoon ha dichiarato di aver ricevuto un sostegno più che adeguato da Turchia e Cina. I rapporti più che positivi con il leader di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, sono stati confermati dal fatto che Trump ha dichiarato di aver preso parte al summit solo perché ospitato dalla Turchia.
Sulla Cina, invece, il presidente Usa è stato più esplicito: “Ho detto al presidente Xi che speravo non entrasse nel conflitto. Riceve oltre il 50% del suo petrolio dallo Stretto di Hormuz e non è entrato in guerra. Non ha fornito equipaggiamenti all’Iran. È stato eccezionale”.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





