Le emittenti progressiste Usa “Abc”, “Nbc” e “Cnn” hanno scelto di non trasmettere sui loro canali il discorso del presidente Donald Trump, limitandosi a seguirlo solo attraverso le piattaforme di streaming, con aggiornamenti in diretta e analisi giornalistiche. Una decisione dettata dalla preoccupazione legata ai temi affrontati dal tycoon, il quale ha voluto mettere in guardia gli elettori americani sui rischi che le prossime elezioni di metà mandato possano essere “truccate”.
La stessa Fox News, emittente conservatrice vicina ai Repubblicani e al presidente, ha più volte sottolineato che le parole del tycoon non potevano essere corroborate da prove. Nel corso del suo intervento, Trump ha provato a riscrivere i risultati di questi primi due anni di governo: i dati sull’inflazione mostrerebbero i risultati migliori degli ultimi sei anni, la guerra in Iran sarebbe prossima alla sua conclusione con un risultato favorevole per gli Usa e la Borsa di Wall Street “avanza di record in record”. Un tentativo di seppellire tutte le difficoltà che quotidianamente affrontano gli Stati Uniti in vista di un voto che si prospetta non favorevole per i Repubblicani.
Trump: “Le elezioni Usa soggette a brogli”
Il passaggio più preoccupante, però, ha visto Trump accusare la Cia e la Cina di aver orchestrato una frode nelle elezioni del 2020 per garantire la vittoria dei democratici. “Le elezioni americane sono vulnerabili ai brogli e al rischio che vengano rubate”, ha dichiarato con una certa convinzione, riprendendo il mantra che aveva adottato nel 2020 subito dopo la sua sconfitta. Una dichiarazione che ha portato all’assalto al Congresso del 6 gennaio e a diversi disordini nel Paese.
Trump ha anche promesso di volersi impegnare insieme alle autorità locali per evitare che a novembre si ripeta una situazione simile. Il timore, quindi, è che nel caso di una sconfitta, il tycoon possa sostenere che le elezioni siano state truccate. Con i sondaggi a picco a causa del conflitto in Iran e dell’inflazione fuori controllo, il tycoon si aggrappa all’arma del complottismo e del terrore politico per convincere i cittadini statunitensi dell’esistenza di un piano per affossare la sua amministrazione.
I Democratici e la Cina respingono le accuse
Le accuse di Trump hanno richiesto l’intervento di Kamala Harris, ex vicepresidente dell’amministrazione Joe Biden e sfidante del tycoon nel 2024: “Le elezioni del 2020 non sono state pilotate. Lui ha perso e noi abbiamo vinto”. Anche il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, ha deciso di esprimersi, ricordando agli elettori che “le frodi elettorali sono estremamente rare e quasi sempre commesse da cittadini americani”.
Poco dopo, anche la Cina di Xi Jinping ha deciso di rompere il silenzio e rispondere alle accuse mosse dal miliardario: “Non abbiamo mai interferito e non interferiremo mai nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti”. Davanti al pericolo di una nuova sconfitta, il tycoon potrebbe decidere di alzare ancora il tiro e sfruttare l’arma della disinformazione a suo vantaggio.
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