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giovedì 23 Aprile, 2026
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Una mamma di 46 anni si butta dalla finestra con i tre figli a Catanzaro

Una donna si è gettata dal terzo piano con i tre bambini. La più grande, di sei anni, è ricoverata in rianimazione, gli altri due, di quattro anni e di quattro mesi, sono morti nell'impatto. L'ipotesi è quella dell'omicidio-suicidio

Da Simona Maggi
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Una donna di 46 anni si è gettata con i tre figli dalla finestra del suo appartamento, collocato al terzo piano di una palazzina, a Catanzaro. La 46enne e i due bambini più piccoli, uno di quattro anni e l’altro di quattro mesi, sono morti nell’impatto. L’unica sopravvissuta è la figlia di sei anni, che al momento si trova in rianimazione.

La donna soffriva di disagio psichico

Gli agenti della Squadra Mobile, con il coordinamento della procura, stanno cercando di ricostruire lo stato di salute della donna e i suoi rapporti personali.
Sembra si sia trattato di un gesto volontario. La procura ha infatti comunicato in una nota che la donna aveva già mostrato precedentemente segni di un disagio psichico, aggravata nell’ultimo periodo da una depressione post partum dopo la nascita dell’ultimo figlio.

Non ci sono indagati

L’ipotesi più accreditata al momento è quella dell’omicidio-suicidio: la 46enne potrebbe aver lanciato nel vuoto i figli, per poi gettarsi dalla finestra.
Gli inquirenti stanno facendo i dovuti accertamenti, visionando il materiale delle telecamere della zona, per verificare se ci sia stato o meno l’intervento di terze persone. Al momento non risultano indagati.

Il marito era in casa ma non si è accorto di nulla

Il marito non si sarebbe accorto di nulla, pur essendo stato in casa durante la tragedia. Secondo quanto riportato da Ansa, infatti, stava dormendo, si sarebbe svegliato a causa dei rumori e avrebbe scoperto quanto successo una volta sceso in strada.

Il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha così commentato l’accaduto: “Immane tragedia che ci lascia attoniti e profondamente scossi”. L’ordine degli psicologi della Calabria ha osservato che tragedie come queste: “Non sono mai improvvise, ma spesso affondano le radici in un disagio che non sempre emerge in maniera chiara. Per questo riteniamo fondamentale un impegno condiviso e concreto”.

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