Aleggia a Palazzo Chigi l’ipotesi di andare alle elezioni anticipate. La premier Giorgia Meloni aveva sottolineato a chiare lettere che non si sarebbe dimessa in caso di sconfitta. Eppure sono proprio i suoi a chiederle di valutare questa opzione, primo fra tutti Ignazio La Russa, che vede nella chiamata al voto la possibilità di recuperare la credibilità politica. E non è l’unico.
Parte degli esponenti di Fratelli d’Italia starebbe pensando di procedere nel mese di ottobre. Così facendo, il governo potrebbe nominare in primavera i vertici delle partecipate e ci sarebbe il tempo per approvare la legge elettorale, da domani in esame a Montecitorio.
Tra gli esponenti di Fratelli d’Italia è in corso anche la discussione relativa alla sostituzione di Daniela Santanchè al Turismo, al momento affidato alla premier Meloni ad interim. Qualcuno indica Luca Zaia (Lega), ma altri – tra cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari – sconsigliano di affidare al Carroccio il dicastero. Pensiero condiviso anche da Forza Italia.
Dunque Giorgia Meloni sta considerando Adolfo Urso, così da spostarlo dal Ministero del Made in Italy ed evitare ulteriori scontri con le industrie. Escamotage che il diretto interessato ha però rifiutato. E sono tutte giravolte che – in ogni caso – devono incontrare il parere favorevole del Quirinale, che potrebbe non approvare troppe modifiche senza un voto alle Camere.
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