“Salvini, vai a lavorare”. Una ventina di persone del Comitato per il diritto ad abitare del quartiere San Siro, questa mattina, si è presentata in piazzale Selinunte, dove è in corso un progetto di riqualificazione per Aziende Lombarde per l’Edilizia Residenziale (ALER). Qui era atteso il vicepremier Matteo Salvini. Sono diversi i punti sui quali i cittadini hanno avuto da ridire. Non solo, infatti, il caldo invito a dedicarsi a una vera occupazione, ma anche fare “meno passerelle” e rendere le case più accessibili.
In merito alle vuote promesse, effettivamente, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è un vero esperto. Ed è immediata così la rivendicazione del presidio: “Lega ladrona, San Siro non perdona”. Ma anche: “Fuori i fascisti dalla città”. Sì, perché da quando il leader leghista ha deciso di fare concorrenza alla stessa premier Giorgia Meloni, puntando gli elettori più radicali della destra, il partito fondato dal compianto Umberto Bossi si è spostato forse un po’ troppo in là. Tanto che Salvini, dai cittadini milanesi presenti questa mattina, viene anche accusato di essere razzista: “Casa per tutti – e se non fosse chiaro – razzismi per nessuno”.
Il vicepremier, di rimando, si è rivolto ai contestatori, li ha salutati cordialmente e ha risposto con ironia: “Peace and love”.
Il comizio
Non contento, e forse poco interessato agli ammonimenti dei manifestanti, ha incalzato gli esponenti del suo stesso partito, che hanno candidato due esponenti della comunità islamica per il Consiglio comunale di Vigevano, in provincia di Pavia. “Quelli non rappresentano la Lega e chi li ha candidati ha sbagliato”, il rimprovero del leader.
Mentre ha espresso tutta la sua soddisfazione per il re-post di Donald Trump della sua intervista al sito statunitense Breitbart: “Se il Presidente della più grande democrazia al mondo rilancia delle tue riflessioni e delle tue proposte, sicuramente fa piacere”. Anche perché, come il vicepremier sottolinea, “avere buoni rapporti con gli Stati Uniti d’America è fondamentale”. E ancora: “Nel mio piccolo posso contribuire al fatto che l’Italia sia stimata e rispettata nel mondo, fa parte del mio lavoro”.
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