La Lega è stata raggiunta nei sondaggi da Futuro Nazionale e ora teme il sorpasso. Secondo l’ultima rilevazione Swg per il Tg La7, il partito di Matteo Salvini e quello fondato da Roberto Vannacci sono entrambi al 5,3%. Ma i due trend vanno in direzioni opposte: il Carroccio continua a perdere terreno, mentre la nuova formazione cresce e attira soprattutto elettori ed esponenti provenienti dalla destra.
Vannacci raggiunge Salvini
L’aggancio e il concreto rischio di un sorpasso hanno i contorni di un’amara quanto sonora sconfitta. Futuro Nazionale è nato da pochi mesi e ha appena completato la propria organizzazione interna, ma ha già raggiunto una Lega che alle Europee del 2019 aveva toccato il 34,3%.
In una sola settimana il partito di Vannacci avrebbe guadagnato mezzo punto, mentre il Carroccio avrebbe perso lo 0,3%. Il travaso non riguarda soltanto gli ex leghisti: tra i nuovi aderenti figurano anche persone provenienti da Fratelli d’Italia, Forza Italia e, in misura minore, Movimento 5 Stelle. Tuttavia è la Lega a pagare il prezzo politico più alto, anche perché fu Salvini a candidare il generale alle Europee e poi a nominarlo vicesegretario.
Fontana chiede una «sterzata»
«È stato un errore non rendersi conto del pericolo che rappresentava anche per il nostro movimento», ha dichiarato il presidente della Lombardia, il leghista Attilio Fontana. Secondo il governatore, «la presenza del generale Vannacci e dei suoi valori» non sarebbe compatibile con quelli della Lega. Fontana esclude però una scissione: «Nessuno di noi ha intenzione né di fare un nuovo partito né di staccarsi dalla Lega». La richiesta è un’altra: «Abbiamo intenzione di dare una sterzata alle politiche che noi riteniamo essere state messe da parte dalla Lega». Tradotto: maggiore autonomia, più attenzione ai territori e un riequilibrio rispetto alla trasformazione nazionale e personalistica impressa da Salvini.
Il consiglio federale rinviato
Il confronto interno resta però bloccato. Il consiglio federale che avrebbe dovuto discutere la riorganizzazione del partito è stato rinviato. Ufficialmente per gli impegni di alcuni dirigenti, ma il vero problema è l’assenza di un’intesa.
Salvini sarebbe disposto a nominare Zaia vicesegretario unico, ma senza concedergli i poteri politici e l’autonomia economica richiesti dall’ala nordista. Anche la proposta di Roberto Calderoli per una nuova struttura del partito è rimasta ferma. Così Zaia, Fredriga, lo stesso Fontana, potrebbero prepararsi al colpo di mano: il 4 e 5 luglio, in occasione del ritiro leghista a Mogliano Veneto, l’ala nordista del partito potrebbe chiedere il congresso straordinario.
Salvini punta al Viminale
«Grazie Matteo ma… Zaia segretario ora» recitava uno striscione apparso a Milano.
Ma Salvini non ha alcuna intenzione di farsi da parte, e anzi punta a rilanciare sé stesso e la Lega, a scapito dell’attuale ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il prossimo fine settimana, il Carroccio organizzerà gazebo con lo slogan «Salvini agli Interni senza paura», rilanciando la candidatura del vicepremier al Viminale e prendendo implicitamente le distanze da Piantedosi.
Mostrare il pugno duro e rilanciare su sicurezza e immigrazione, oltre che su autonomia, bollette, casa e politica internazionale: questo il piano di Salvini e dei suoi fedeli. Resta da capire se le altre forze di governo e parte del suo partito siano ancora disposti a tirargli la volata.
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