A quattro mesi dalla sua fondazione, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si prepara alla sua prima assemblea costituente. Sabato 13 e domenica 14 giugno gli esponenti del neo partito si vedranno per la prima volta tutti insieme. Da fonti vicine alla forza politica viene fatto sapere che sono attese circa 1700 persone. All’Auditorium della Conciliazione di Roma saranno presenti delegati e ospiti che assisteranno al “battesimo” della nuova iniziativa dell’ex generale.
La prima costituente di Futuro Nazionale
A pochi giorni dalla prima assemblea federale della Lega, dove Matteo Salvini è stato messo in guardia dai suoi sul possibile pericolo rappresentato da Vannacci, FN si riunisce per festeggiare i primi risultati. Al momento, il partito conta otto deputati (tutti fuoriusciti dalla maggioranza) e quasi 100mila iscritti. Un risultato impressionante per un partito fondato a febbraio tra lo scetticismo generale della politica italiana e che oggi rappresenta un pericolo per la tenuta del centrodestra.
Nel corso della due giorni sarà eletta l’assemblea nazionale, che sarà composta da 100 membri. Questa, a sua volta, sceglierà un esecutivo composto da 20 membri a cui Vannacci aggiungerà 10 componenti da lui scelti. Una mossa che formalmente serve a riequilibrare a livello territoriale la forza politica, ma che potrebbe aiutare l’ex parà della Folgore a mantenere il controllo sul partito. Il fondatore chiuderà la kermesse domenica alle 12 con un intervento conclusivo.
L’attacco di Meloni a Vannacci
I numeri e i consensi del partito, che secondo i sondaggi si aggira intorno al 5%, potrebbero essere inutili senza un’alleanza con la coalizione di centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche. Una possibilità che al momento appare remota, soprattutto dopo l’attacco sferrato ieri da Giorgia Meloni al generale. La Presidente del Consiglio ha smentito la possibilità che FN rappresenti “la vera destra”, come sostenuto dai suoi deputati, e ha aggiunto che in realtà con le sue iniziative starebbe solo dando supporto al centrosinistra. La rappresentazione concreta, insomma, del timore che la maggioranza nutre nei confronti dell’ascesa dell’ex generale.
Ziello (FN): “È Meloni a indebolire la destra”
Una critica a cui ha ribattuto il vannacciano Edoardo Ziello, sostenendo che Meloni starebbe cercando di costruire un “cordone sanitario” intorno a FN con l’obiettivo di isolarla. Una strategia che avrebbe copiato al cancelliere tedesco Friedrich Merz, da sempre contrario all’ascesa dell’ultradestra di Afd. “Non è Vannacci che indebolisce il centrodestra, ma chi governa non mantenendo le promesse fatte. Così vince la sinistra”, ha poi aggiunto.
Lo scetticismo di FdI e Lega su Vannacci
Nel centrodestra non è solo FdI a nutrire un certo scetticismo nei confronti di Futuro Nazionale. Se FI già si è detta contraria ad un possibile accordo di governo, oggi la Lega ha messo in chiaro che è il comportamento stesso dei vannacciani a rendere questa coalizione poco probabile. “Il muro lo ha alzato l’ex generale. Non ha votato la fiducia, quindi non sta votando quella che è la politica del governo”, ha spiegato il vicesegretario della Lega e sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Claudio Durigon.
L’esponente del Carroccio ha chiarito che non è possibile un’alleanza con chi si rifiuta di accettare il programma del centrodestra e ha concluso ricordando che “noi non siamo un Campo Largo, non abbiamo bisogno di vincere ma di portare avanti il nostro programma”. Una posizione condivisa anche dal responsabile organizzazione FdI, Giovanni Donzelli, secondo cui per ora FN starebbe votando insieme all’opposizione, per cui un’alleanza non è possibile.
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