giovedì 13 Agosto 2026
Giorgia Meloni e Roberto Vannacci.

Vannacci spaventa Meloni: il vertice con Salvini e Tajani per accelerare su sicurezza e immigrazione

I tre leader del centrodestra faticano a trovare una quadra sui temi che il leader di Fn sfrutta per guadagnare consensi. Divisioni anche sulla legge elettorale: Salvini apre alle preferenze, ma FI resta scettico

Di Laura Laurenzi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

La del Consiglio Giorgia Meloni e i due vicepremier e Antonio Tajani si sono riuniti ieri a per discutere di sicurezza e immigrazione, con l’obiettivo di comprendere quale narrazione adottare per frenare l’ascesa di Roberto Vannacci. La nascita di Futuro Nazionale, che in meno di sei mesi dalla sua fondazione ha superato i consensi della Lega nei e che non sembra intenzionato a entrare a far parte della , frammenta i consensi della maggioranza e mette a rischio sia l’efficacia della nuova legge elettorale approdata in Parlamento sia la vittoria stessa della coalizione di centrodestra alle prossime elezioni politiche.

Così, i tre leader si sono incontrati con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, quello della Difesa, Guido Crosetto, i due sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. L’obiettivo del vertice è comprendere come rendere l’Italia più sicura e soprattutto come veicolare agli elettori il messaggio che il Governo continua a compiere progressi in questo senso. In più, nella parte finale, i tre leader si sono confrontati sul delicato tema delle nella legge elettorale, su cui la maggioranza è sempre più divisa.

La falla nel Governo Meloni

Ormai da tempo diversi ministri continuano a sottolineare l’importanza di spiegare al meglio qual è la strategia dell’esecutivo su temi così importanti come la sicurezza e l’immigrazione. Oggi, con Vannacci che idee di remigrazione e strette impraticabili per questioni di costituzionalità sulla cittadinanza, non sembra più possibile ignorare questa falla nella comunicazione. Così già nei giorni scorsi Meloni è tornata a battere sui suoi canali social sul tema dell’immigrazione, chiarendo che “bisogna governare i flussi con responsabilità e umanità, ma anche intransigenza”. Il riferimento è al nuovo regime di sanzioni Ue che, almeno dal suo punto di vista, sarebbero legate alle sollecitazioni giunte a dall’Italia.

Le proposte: più soldati e meno immigrati nelle carceri

Per quanto riguarda la sicurezza, il tema è più complesso da affrontare perché la maggioranza non è allineata. Salvini vorrebbe aumentare i soldati presenti nelle stazioni, passando dai 7mila attuali a 30mila. Crosetto si è detto contrario, ribadendo che i militari devono svolgere la loro professione e i poliziotti la loro. FdI vorrebbe propagandare, invece, il rimpatrio dei detenuti stranieri con condanne superiori a un anno di carcere e la possibilità di revocare la cittadinanza a chi delinque.

FdI, FI e Lega sempre meno allineati

Tutte mosse promesse in campagna elettorale e poi dimenticate in questi quattro anni dal Governo Meloni. A riportarle in superficie è stata solo la paura che Vannacci possa attirare voti e consensi dell’elettorato più intransigente e soprattutto più deluso dalla svolta moderata assunta dall’esecutivo dopo la sua elezione. A pesare, però, sono sempre le divisioni interne alla coalizione, con i tre partiti sempre più distanti sui temi cruciali che avevano caratterizzato la loro campagna elettorale.

Sembra che il vertice si sia concluso con una riflessione sulla legge elettorale. FdI continua a spingere sulle preferenze e i , mentre Forza Italia resta fortemente scettica. E se Salvini ieri ha aperto sulla possibilità di votare a favore di questo punto, forse nella speranza di strappare il candidato sindaco di , Tajani resta fermo sulla sua posizione. Eppure, il leader leghista ieri sembrava convinto nell’affermare che non c’è nessuna distanza tra i tre partiti, tanto che “non c’è nessun incontro con gli alleati sul tema in agenda”. Una dichiarazione smentita dall’incontro svolto proprio a Palazzo Chigi.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata