venerdì 26 Giugno 2026
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Viaggi gastronomici 2026: le capitali mondiali del sapore

Lo studio annuale basato sulle risposte di migliaia di abitanti ridisegna la mappa del sapore, riservando pochissimo spazio al nostro Paese

Da Giuseppe Rosso
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Le capitali mondiali del sapore – La rivista internazionale Time Out ha pubblicato la graduatoria delle venti città dove si mangia meglio al mondo nel 2026, basata su un ampio sondaggio che ha coinvolto 24mila residenti in 150 città distribuite a livello globale. L’indagine ha preso in esame vari aspetti, tra cui la qualità dei ristoranti, il rapporto qualità-prezzo, i costi medi e le particolarità della cultura gastronomica locale. Per assicurare una rappresentanza geografica equilibrata, è stata selezionata una sola città per ciascun Paese, scegliendo quella con il punteggio più elevato. Ne emerge una mappa del gusto che privilegia street food e mercati tradizionali rispetto alla ristorazione più formale.

Al primo posto si colloca Lima, indicata come la capitale culinaria dell’America Latina. La città peruviana si distingue per piatti di pesce iconici come il ceviche e la causa Limeña, preparazione fredda a base di patate. Oltre alla qualità delle materie prime, Lima si impone anche come la destinazione più conveniente dell’intera classifica. I residenti hanno manifestato grande entusiasmo per la facilità di accesso menu locali, capaci di fondere la tradizione andina con influenze asiatiche contemporanee.

Le città sul podio e le tendenze

Alle spalle di Lima si posizionano due mete simbolo della . Bangkok conquista il secondo posto per il secondo anno consecutivo grazie a una cultura dello street food definita dagli esperti *senza eguali*, con piatti ricchi di contrasti tra dolce, piccante, acido e salato, spesso disponibili a meno di 5 dollari. Sul terzo gradino del podio troviamo Città del Messico, apprezzata per una scena culinaria diversificata che va dai ristoranti stellati Michelin ai mercati tradizionali. Tra le sue peculiarità spicca il corridoio gastronomico dedicato al taco al pastor lungo Lorenzo Boturini, esteso per dodici isolati.

I redattori di Time Out sottolineano come i viaggiatori contemporanei siano sempre più attratti dall’autenticità della cucina popolare piuttosto che dal lusso fine a se stesso. Questo orientamento si riflette anche nelle posizioni successive: si piazza al quarto posto grazie alla qualità e alla varietà multiculturale della sua offerta gastronomica, con il Borough Market come punto di riferimento storico risalente al XII secolo. Subito dopo si trova Barcellona, che valorizza la tradizione mediterranea con specialità come pane al pomodoro e patatas bravas.

unica italiana in classifica

Per trovare l’unica città italiana bisogna scendere fino al quattordicesimo posto, occupato da Napoli. La città partenopea conquista la giuria grazie alla pizza dal caratteristico cornicione, al sapore intenso del casatiello e alla varietà dei suoi fritti, come quelli del cuoppo. Apprezzati anche i dolci tradizionali, tra cui il babà al rhum e la pastiera artigianale. Una menzione speciale è stata riservata all’impepata di cozze, descritta come *un esempio perfetto di valorizzazione delle risorse del *.

Subito dopo Napoli, al quindicesimo posto, compare New York City, celebre per la vastità della sua offerta culinaria. La città statunitense è rinomata per prodotti come bagel e pastrami, mantenendo un forte legame con la sua storia migratoria. Gli esperti evidenziano in particolare il contributo della comunità italiana nello sviluppo dell’identità gastronomica locale.

La classifica completa

Lima, Perù
Bangkok, Thailandia
Città del Messico, Messico
Londra,
Barcellona, Spagna
Ho Chi Minh City, Vietnam
Melbourne, Australia
Pechino,
Atene, Grecia
Lisbona, Portogallo
Città del Capo, Sudafrica
Osaka, Giappone
Bangalore,
Napoli, Italia
New York City,
Hong Kong
Buenos Aires, Argentina
Marsiglia, Francia
Copenaghen, Danimarca
Medellín, Colombia

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