lunedì 15 Giugno 2026
Salvini e Saccomanno. ANSA_US Ministero Infrastrutture

«Vogliono colpire Salvini». Chi è l’avvocato calabrese indagato e fedelissimo di Matteo

L'avvocato calabrese si dice pronto a chiarire tutto e invoca una legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Ma i suoi compagni di partito sembrano pronti a liquidarlo

Da Giustino Marai
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Giacomo Francesco passa al contrattacco: «Quella messa in campo dagli inquirenti è una ricostruzione politica. Vogliono colpire Salvini, il e anche il povero dottor Miele. Sono pronto a chiarire tutto», ha dichiarato.
Calabrese, 71 anni, avvocato vicinissimo a Salvini, Saccomanno figura tra gli indagati per corruzione nell’inchiesta che ruota attorno al Ponte sullo Stretto di Messina. Ma lui non ci sta: «Si deve subito fare la legge per la responsabilità civile dei pm che sbagliano».

Dieci anni accanto a Salvini

Il nome di Saccomanno è legato a doppio filo alla crescita della nel Mezzogiorno. Ex sindaco di Rosarno ed esponente del centrodestra calabrese, nel 2016 si avvicina al e diventa rapidamente uno degli uomini più fidati di Matteo Salvini nel Sud Italia. In anni in cui la Lega tenta di trasformarsi da partito nordista a forza politica nazionale, l’avvocato reggino è stato tra i più convinti sostenitori e di riferimento della strategia meridionalista del segretario.
Ciononostante, dopo l’apertura dell’indagine Salvini non lo ha chiamato. «Posso capire la sua amarezza, vogliono impedire la realizzazione di un’opera straordinaria», lo giustifica. E conclude: «Sono queste le scelte politiche che fa la sinistra e gli stessi ».

Il plenipotenziario del Carroccio in Calabria

Nel 2021 Salvini affida a Saccomanno il ruolo di commissario regionale della Lega in Calabria, con il compito di consolidare e rafforzare una struttura territoriale ancora fragile. Un incarico svolto fino al 2024 e che, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, lo ha reso di fatto il plenipotenziario del leader leghista nella regione. Fu lui a gestire una fase delicata dell’espansione del partito nel Mezzogiorno, sotto la supervisione del vicesegretario Claudio Durigon.
Nel 2023 guidò anche una delegazione di circa cento militanti calabresi al raduno di Pontida, simbolo storico della Lega, mostrando come il partito fosse ormai riuscito a radicarsi anche in territori un tempo lontanissimi dall’immaginario della Padania.

Nel CdA del Ponte sullo Stretto

Il dossier che più di ogni altro ha caratterizzato il percorso politico di Saccomanno è però quello del Ponte sullo Stretto, opera considerata da Salvini una priorità strategica e politica. Dopo aver collaborato con il Ministero delle Infrastrutture come consulente esperto sui temi infrastrutturali, nel 2023 viene nominato nel consiglio di amministrazione della società Ponte sullo Stretto Spa, dove resta per oltre tre anni. La sua esperienza si conclude però tra le polemiche poche settimane addietro, quando il presidente della Regione Campania Roberto Occhiuto non gli rinnova il mandato per lasciare spazio a Marco Stati, un ingegnere trentenne vicino a Forza Italia. Una decisione che avrebbe provocato forti tensioni tra Salvini e lo stesso Occhiuto.

Il silenzio della Lega

L’indagine coordinata dalla Procura di Roma ipotizza un tentativo di influenzare il giudizio di legittimità della sull’approvazione del progetto del Ponte. Saccomanno è stato sottoposto a una perquisizione con sequestro di materiale informatico.
Sul piano politico, tuttavia, la reazione del Carroccio è stata tiepida. Come ha ricostruito Marco Cremonesi su Il Corriere della Sera, tra i leghisti c’è chi parla di «una dei giudici dopo il sulle loro carriere», ma molti stanno già prendendo le distanze: «Ormai Saccomanno non c’entrava più praticamente nulla» con la Lega, dicono alcuni esponenti del Carroccio, mentre altri arrivano a liquidarlo sbrigativamente come «un lobbista». E Salvini non ha trovato neanche il tempo per una telefonata.

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