martedì 15 Settembre 2026
Eppo, procura Ue ph Ansa

Corsi di formazione fantasma finanziati dal Pnrr: la Procura Ue sventa una presunta truffa da 20 milioni

Secondo le stime dell'Eppo, la frode potrebbe toccare i 40 milioni di euro, tra cui 33 milioni provenienti dai fondi del Recovery and Resilience Facility

Di Laura Laurenzi
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Un maxi blitz della Procura europea () di Milano ha portato al sequestro di 20 milioni di e all’iscrizione nel registro degli di 84 persone per presunta truffa aggravata danni degli interessi finanziari dell’Unione europea nell’ambito di un’inchiesta riguardante una presunta frode ai danni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

I sospettati sono legali rappresentanti di società distribuite in tutta Italia, mentre i sequestri hanno riguardato somme depositate su conti correnti e polizze assicurative riconducibili a cinque società e a due persone già sottoposte a misure cautelari con l’accusa di truffa aggravata ai danni di pubblici e autoriciclaggio.

Le indagini sulla presunta truffa al Pnrr

L’indagine è stata condotta dai Carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria presso la Procura europea e dal Nucleo operativo del Gruppo Carabinieri per la del lavoro di Milano. Secondo gli inquirenti, i sospettati avrebbero creato un presunto sistema fraudolento legato al Fondo Nuove Competenze attraverso il quale gli indagati avrebbero ottenuto fondi europei destinati alla formazione dei dipendenti sulla base di attività formative che in realtà non sarebbero mai state svolte.

L’inchiesta ha permesso di accertare che il giro di presunte frodi avrebbe una dimensione più ampia di quella inizialmente immaginata. Secondo le stime dell’Eppo, sembra che la frode arrivi ai 40 milioni di euro, tra cui 33 milioni provenienti dai fondi del Recovery and Resilience Facility. L’accusa ritiene che parte dei proventi illeciti sia stata occultata tramite di ingenti somme su conti bancari e prodotti assicurativi e in parte reinvestita in beni, compresi .

Le precedenti truffe a danno del Pnrr

Non è la prima volta che l’Italia finisce al della cronaca a causa di presunte frodi a danno del Recovery Fund. Il nostro Paese è infatti il principale beneficiario del programma per la ripresa post-pandemica del Next Generation Ue, all’ del quale è inserito il Recovery Fund.

Già nel 2024, la Procura europea aveva individuato presunte attività illegali ai danni del Pnrr italiano. In quel caso la presunta frode ammontava a circa 600 milioni di euro. Gli arresti furono 22 tra Italia, Austria, Slovacchia e Romania. Secondo l’accusa, questi avrebbero costruito un sistema fraudolento per ottenere i fondi del Pnrr italiano e utilizzarli per altri scopi.

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