Il caso Roggero ha diviso il centrodestra, che si spacca sul nodo della sicurezza. Ognuno va per conto suo. Fratelli d’Italia, per esempio, ha presentato un vecchio disegno di legge, già presentato a Palazzo Madama due anni fa, che vuole negare il diritto di risarcimento a chi subisce danni mentre sta commettendo un reato. E il 14 luglio il Consiglio dei ministri ha approvato un altro ddl che introduce l’abolizione del risarcimento a carico di chi viene condannato per eccesso di legittima difesa.
D’altro canto, la Lega ha proposto di eliminare il presupposto di proporzionalità della legittima difesa rispetto all’aggressione subita. Ergo: se un ladro entra in casa con una mazza, il proprietario dell’abitazione può sparargli. Un testo tranchant, che non convince la premier Giorgia Meloni.
Questo pot-pourri di proposte ha una chiara matrice politica. Con la Lega impegnata a spingere sul fronte della legittima difesa e dei risarcimenti, Fratelli d’Italia punta a marcare il territorio e a rivendicare di aver affrontato il tema ben prima che il caso Roggero riaccendesse il dibattito pubblico. Le tensioni all’interno della coalizione, del resto, non si limitano a questo dossier. Sul fronte della giustizia restano aperti altri nodi, dalle intercettazioni — che Meloni vorrebbe estendere ad alcune fattispecie di reato, trovando però la netta contrarietà di Forza Italia —, passando per la responsabilità civile dei magistrati. Tema su cui il vicepremier Antonio Tajani insiste, mentre la leader di FdI si muove più cauta.
A presentare il nuovo ddl sicurezza sono stati i capigruppo di FdI alla Camera e al Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, insieme ai deputati Giovanni Donzelli e Francesco Filini e ai senatori Marco Lisei e Raffaele Speranzon. «Per noi si tratta di un principio di buonsenso, già contenuto nel nostro codice civile. Con la ricezione da parte del Governo», afferma Bignami, «Fratelli d’Italia mostra di guidare la linea sulla sicurezza e sul buonsenso che deve orientare queste disposizioni».
Donzelli, invece, sottolinea: «Con il nuovo dl sicurezza abbiamo reso questa proposta una battaglia di Governo. Parliamo di un intervento che va oltre la questione della legittima difesa, sulla quale siamo sempre pronti a confrontarci. Esistono casi in cui si è oggettivamente vittima e in quelle circostanze non si può essere costretti a pagare due volte». E lo segue Malan: «Bisogna mettere una parola chiara nei codici per porre un limite a interpretazioni discutibili delle norme vigenti, come dimostra la somma esorbitante pagata da Mario Roggero».





