sabato 31 Ottobre 2026
Meloni e Lepore

Meloni attacca il sindaco di Bologna: «Fakir? Irresponsabile chiamare la piazza all’indomani della tragedia»

In un'intervista a Il Giornale la premier difende le forze dell'ordine e afferma: «La manifestazione è stata un ottimo pretesto per mettere a ferro e fuoco la città»

Di Maria Vittoria Ciocci
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In occasione del 25esimo anniversario della morte di Indro Montanelli, giornalista e fondatore de , la premier Giorgia Meloni ha concesso una lunga intervista al quotidiano, nella quale affronta alcuni dei temi caldi che hanno dominato il dibattito pubblico e parlamentare. «La sinistra, di ieri e oggi, ha una concezione tutta sua di libertà», sottoscrive, ricordando quando nel 1977 le gambizzarono Montanelli, «Noi siamo orgogliosamente diversi e crediamo nella vera libertà». Torna, poi, sul caso Roggero, sul ddl sicurezza, sui principali dossier internazionali e sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci.

A domanda del cronista, la presidente del Consiglio ribadisce che per quanto riguarda la condanna definitiva di a 14 anni e 9 mesi di reclusione, le principali criticità sono da attribuire alla sproporzionalità della pena e al nodo del risarcimento a chi subisce un danno mentre commette un reato. Ed è, infatti, il contenuto del nuovo ddl sicurezza presentato a Montecitorio. «Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in », riflette. Mentre sul risarcimento sentenzia: «Se entri in casa mia per rapinarmi, sequestrarmi o aggredire me e la mia famiglia e mentre lo stai facendo subisci un danno perché io ho reagito, risponderò a eventuali responsabilità penali, ma tu non hai diritto a chiedere alcun risarcimento in sede civile».

La leader di Fratelli d’Italia, poi, ha modo di rivendicare i suoi successi nel contrasto dell’immigrazione irregolare, soprattutto dopo l’approvazione in sede europea del Regolamento sui ripatri. «Avevamo promesso agli italiani che avremmo cambiato l’Europa nella gestione dei flussi migratori e lo stiamo facendo», le sue parole, «Abbiamo interrotto una volta per tutte l’incremento incontrollato dell’immigrazione illegale alla quale assistevamo da anni». E conclude: «L’Italia non è più il campo profughi d’Europa». Un tema che si lega, indirettamente, alla morte di e sulla quale la premier ha le idee piuttosto chiare: «Ho trovato irresponsabile l’idea del Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella , senza che ci fosse neanche modo di appurare le eventuali responsabilità. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle forze dell’ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali di mettere a ferro e fuoco Bologna».

Dopodiché, oltre a ribadire di essere una «patriota occidentale» ancor prima dell’insediamento alla Casa Bianca del leader repubblicano Donald Trump e a escludere un’alleanza con Futuro Nazionale di Roberto in vista delle elezioni politiche del 2027, Giorgia Meloni commenta anche la vicenda che riguarda l’attentato al conduttore di «Report» Sigfrido Ranucci: «Quello che si è sentito molto forte è l’imbarazzato silenzio della sinistra e di quella parte della stampa che ha alimentato quei surreali teoremi sul coinvolgimento del Governo».

La premier, infine, rivolge un pensiero all’opposizione: «Non è ben chiaro neanche quale sia la loro proposta , se non quella di contrastare Meloni». E sul possibile leader del campo largo: «Non lo sanno neanche loro. E, sinceramente, non mi pare il problema principale».

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