mercoledì 28 Ottobre 2026
Ilaria Salis ph Ansa

Ilaria Salis condannata a risarcire 300mila euro: «Collaboratori licenziati senza giusta causa»

Lo ha stabilito in primo grado il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, che ha ritenuto illegittimi i recessi anticipati dai contratti e ha condannato l’eurodeputata di Avs al pagamento dei mancati guadagni e delle spese legali

Di Redazione
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Ilaria dovrà risarcire due suoi ex collaboratori a Bruxelles. Lo ha stabilito in primo grado il , sezione Lavoro, che ha ritenuto illegittimi i recessi anticipati dai contratti e ha condannato l’eurodeputata di Avs al pagamento di oltre 300mila euro complessivi, più le spese legali.

La sentenza del di Milano

La decisione è del giudice Franco Caroleo, che ha accolto le dei due ex collaboratori, assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto. I due avevano lavorato nello staff di Salis dopo la sua elezione al con Verdi e Sinistra nel giugno 2024.
Secondo la sentenza, i licenziamenti sono avvenuti «senza giusta causa». Il giudice ha ricordato che «spetta certamente alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa», ma Salis, rimasta contumace nel procedimento, «non ha evidentemente assolto al proprio onere. Deve quindi affermarsi l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati».

La fine del

I due collaboratori erano stati assunti con contratti destinati a durare fino alla fine del mandato da europarlamentare, fissata al 16 2029. Le retribuzioni erano simili, circa 2.900 e 3mila euro al mese, così come le mansioni: sviluppo di progetti legati al ruolo dell’eurodeputata, organizzazione di campagne ed eventi in e all’estero, rapporti con autorità e consulenza .
La rottura è arrivata nel febbraio 2025, dopo pochi mesi. A una collaboratrice sarebbe stato comunicato il recesso anticipato per il «venir meno del rapporto fiduciario», trasformato in una «situazione di incompatibilità ambientale e personale». A un altro collaboratore sarebbe stato revocato l’incarico con effetto immediato, «tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione».

Il risarcimento

Il danno è stato calcolato sulla base dei mancati guadagni che i due collaboratori avrebbero percepito fino alla scadenza naturale dei contratti. La cifra complessiva stabilita dal giudice è di 300.900 euro, a cui si aggiungono 10mila euro per le spese legali.
La sentenza è di primo grado e potrà essere impugnata.

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