Il rischio di attentati terroristici torna al centro dell’allarme in Italia dopo la nuova escalation in Medio Oriente. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato al Viminale il Comitato nazionale per l’Ordine e la sicurezza pubblica. Un vertice per fare il punto sulla situazione e coordinare le azioni di prevenzione. Già il giorno dell’attacco era stato avviato un confronto con il capo della polizia Vittorio Pisani, da cui è partita una disposizione urgente per rafforzare i dispositivi di protezione sugli obiettivi ritenuti più esposti.
Nelle scorse ore si è svolta anche una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, con forze di polizia e servizi di intelligence. Non risultano segnali di un allarme concreto e diretto sull’Italia, ma il quadro internazionale ha portato alla scelta di alzare il livello di guardia. Previsti più controlli, più vigilanza e un rafforzamento dell’attività informativa della Digos.
Le misure riguardano sedi diplomatiche, consolati, strutture religiose, centri culturali, basi americane e strutture operative di pronto intervento. Sotto osservazione anche gli obiettivi iraniani presenti sul territorio italiano. La vigilanza è stata rafforzata da Roma a Milano e in molte altre città.
Nella Capitale l’attenzione è alta sulle ambasciate, sulle aree sensibili e sulle manifestazioni pubbliche. Presidi potenziati anche nella zona del Ghetto e nei luoghi simbolo. L’obiettivo è chiaro: prevenire rischi, evitare vuoti di sicurezza e tenere sotto controllo ogni possibile segnale di minaccia, in un contesto internazionale che resta instabile e imprevedibile.
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