Il Governo è stato costretto a correggere la rotta sulla gara per l’affidamento dei servizi Intercity. Il rischio di perdere circa 2 miliardi di euro della decima rata del Pnrr era, infatti, diventato concreto. Da Palazzo Chigi è arrivato quindi un messaggio, diretto agli uffici della Commissione UE, nel quale viene chiarito che l’Italia rispetterà gli impegni assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, tornando al modello di gara suddiviso in più lotti e rinunciando all’opzione del lotto unico, voluta fortemente dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
La modifica proposta dal leader della Lega era stata inserita nel decreto Pnrr-Infrastrutture e prevedeva l’assegnazione dell’intero servizio attraverso un’unica gara. Una scelta che, secondo Bruxelles, avrebbe compromesso gli obiettivi di apertura del mercato fissati nel Pnrr. Di fronte alla prospettiva di un taglio dei finanziamenti, il Governo ha quindi avviato un confronto con la Commissione, arrivando a un’intesa che evita la perdita delle risorse.
L’episodio, però, ha provocato dei malumori. Fonti vicine alla presidente del Consiglio non hanno nascosto l’irritazione della premier per l’iniziativa del leader del Carroccio. D’altro canto, Salvini ora si trova nella posizione di dover smentire gli impegni assunti con le organizzazioni sindacali, che a giugno avevano ottenuto dal ministro un’apertura sul lotto unico, dopo una forte mobilitazione culminata anche con uno sciopero. Lo stesso Salvini aveva definito quella richiesta «condivisibile».
E, infatti, le sigle sindacali hanno invitato il ministro a «rispettare gli impegni presi». Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la gara in più lotti potrebbe tradursi in un peggioramento della qualità del servizio e favorire fenomeni di dumping, a causa dell’assenza di adeguate clausole sociali e contrattuali. La Commissione UE sostiene, invece, una posizione opposta. Per Bruxelles, una gara suddivisa in più lotti favorisce una maggiore concorrenza e rende più semplice l’ingresso di nuovi operatori nel mercato, evitando che un affidamento unico rafforzi ulteriormente la posizione dominante di Trenitalia.
La vicenda ha avuto ripercussioni anche sull’iter parlamentare del decreto Pnrr. L’esame del provvedimento alla Camera è stato rinviato a lunedì, dopo che un emendamento presentato dalla Lega è stato ritenuto troppo generico e quindi destinato a essere riscritto. La nuova formulazione dovrà recepire le indicazioni contenute nella decisione di esecuzione del Consiglio UE.
L’obiettivo della maggioranza resta quello di approvare il decreto entro martedì alla Camera, così da rispettare i tempi della conversione in legge, fissata entro il 25 agosto. Successivamente il testo passerà al Senato, dove il voto è previsto mercoledì, poco prima della pausa estiva. Una corsa contro il tempo per chiudere definitivamente il confronto con Bruxelles e mettere al sicuro le risorse del Pnrr.
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