giovedì 13 Agosto 2026
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Conte sfida il Pd sull’Ucraina: «La linea la decideranno gli italiani con le primarie». Schlein replica: «Prima il programma»

Il leader M5S rompe gli equilibri del campo largo e chiede che siano gli elettori a decidere la posizione sulla guerra in Ucraina: «Serve una svolta negoziale». Il Pd è costretto al confronto

Di Redazione
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Il percorso immaginato per il campo progressista era un altro: da settembre un confronto sui temi che dividono l’alleanza, a partire dalla politica estera, poi un programma comune e infine le primarie per scegliere il candidato premier della . Giuseppe Conte, però, decide di anticipare il confronto e portare al il nodo che da mesi divide Movimento 5 Stelle e Partito democratico: la guerra in Ucraina, l’invio di armi a Kiev e la strategia diplomatica dell’. Il leader del M5S sceglie così di aprire una partita politica dentro il centrosinistra, sostenendo che su temi così rilevanti non possano essere solo i partiti a decidere, ma debbano essere chiamati in causa gli elettori.

«Sull’Ucraina decideranno gli italiani»

«Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani», annuncia Conte a PiazzAsiago, riferendosi alla posizione sulla guerra in Ucraina. Il presidente del Movimento 5 Stelle chiarisce però di non voler mettere in discussione il sostegno al Paese aggredito: «Se dovessi essere io vincente, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale che tuteli al massimo gli interessi dell’Ucraina, che è il paese aggredito». Poi aggiunge: «Prima delle primarie fisseremo dei punti imprescindibili, non negoziabili». Tra questi indica «difesa comune europea, sanità», mentre sulla guerra ribadisce la necessità di una svolta diplomatica: «Sulla svolta negoziale per l’Ucraina possiamo arrivarci tutti». Il punto di distanza con il Pd resta però il sostegno militare a Kiev: il Movimento 5 Stelle, annuncia Conte, continuerà a votare contro l’invio di armi.

La di un negoziato

Conte insiste sulla necessità di aprire un canale diplomatico con Mosca. «Putin lo vuole il negoziato? Andiamoci a sedere, andiamo a vedere», afferma. Il leader del M5S attacca l’assenza di un’iniziativa europea: «Sono due mesi che l’ non ha ancora individuato un negoziatore, è mai possibile? Costa no, Merkel no. Andiamo a stanare Putin». E rilancia: «Di cosa avete voi che volete la guerra?». Secondo Conte, infatti, il conflitto è arrivato a un punto in cui occorre cambiare strategia: «Il popolo ucraino diserta, è stanco della guerra. Si deve andare al negoziato».

Schlein: «Prima il programma, poi le primarie»

Alle parole del leader del M5S ha replicato direttamente la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, chiudendo la porta all’ipotesi di utilizzare le primarie per decidere la linea sull’Ucraina.

«Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito», ha dichiarato in un’intervista al Tg3.

Schlein ha poi invitato a evitare nuove tensioni nel centrosinistra: «Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi, concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete, come quella che abbiamo firmato tutti sul congedo paritario, per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori».

Lo scontro con i riformisti dem

La posizione di Conte provoca la reazione dell’area riformista del Pd. , deputato del Partito democratico ed ex , aveva già definito l’Ucraina «una linea rossa invalicabile e non sacrificabile» per l’alleanza. Filippo Sensi, deputato del Partito democratico, attacca duramente il leader del M5S: «Il Vannacci del campo largo si agita, promettendo un’agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà. Dovrà fare pippa. A meno che non punti di nuovo a un’alleanza gialloverde». Anche Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico e responsabile Esteri del Pd, critica la posizione del Movimento: «Bene. Si prenda atto che c’è chi vuole rompere la coalizione. Su una materia per noi del più alto valore: il futuro e la dell’Europa».

Il centrodestra attacca Conte

Lo scontro interno al centrosinistra viene sfruttato dal centrodestra. Antonio Tajani, vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, il leader del M5S: «Conte è libero di stare con l’aggressore e non con l’aggredito. Noi siamo con l’aggredito». Anche Carlo Calenda, leader di Azione, interviene sulla vicenda: «Se il Pd esistesse ancora, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre». La partita, però, resta aperta. Conte punta a trasformare la questione Ucraina nel primo vero banco di prova del futuro centrosinistra: prima delle alleanze, sostiene il leader del M5S, viene la scelta della linea politica.

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