Sant’Anna di Stazzema torna al centro della scena politica italiana nel giorno in cui il Paese ricorda una delle pagine più drammatiche della Seconda guerra mondiale. A 82 anni dall’eccidio del 12 agosto 1944, la cerimonia nel comune di Stazzema ha riunito due figure collocate su fronti politici differenti: Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, presente in rappresentanza del Governo, e Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle ed ex presidente del Consiglio, chiamato a pronunciare l’orazione ufficiale. La contemporanea presenza dei due esponenti ha dato alla commemorazione una particolare dimensione istituzionale e politica, senza cancellare il significato principale della giornata: ricordare le vittime di una strage che costò la vita a centinaia di civili.
La scelta di affidare a Conte l’orazione ufficiale risaliva già alle settimane precedenti alla commemorazione. Il leader del Movimento 5 Stelle aveva accettato l’invito dell’amministrazione comunale e aveva quindi raggiunto Sant’Anna per intervenire davanti alla comunità, ai rappresentanti delle istituzioni e ai familiari delle vittime. La presenza di Tajani ha invece rappresentato il Governo italiano. Il ministro degli Esteri ha portato il saluto dell’Esecutivo, in una giornata nella quale la memoria storica ha assunto anche un evidente valore politico e istituzionale.
Il significato della presenza di Tajani
Per Antonio Tajani quella di Sant’Anna di Stazzema rappresenta una presenza particolarmente significativa. Il vicepresidente del Consiglio ha parlato dell’eccidio come di una ferita della storia italiana e ha richiamato la responsabilità delle nuove generazioni nel conservare la memoria delle atrocità commesse durante le dittature del Novecento. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato il ruolo avuto dai fascisti nella vicenda, utilizzando parole nette sul rapporto tra fascismo e responsabilità nella tragedia.
La partecipazione di Tajani assume anche un rilievo politico proprio perché arriva da un esponente di primo piano del centrodestra e di Forza Italia. La sua presenza non va però confusa con una dichiarazione di strategia politica formalizzata: l’idea secondo cui il ministro stia cercando uno spazio sempre più centrista e moderato all’interno della coalizione rappresenta una chiave di lettura del suo posizionamento politico, non un fatto autonomamente dimostrato dalla sola partecipazione alla commemorazione. Il contesto, tuttavia, rende evidente quanto il tema della memoria nazionale possa diventare anche terreno di confronto sulla cultura politica del centrodestra contemporaneo.
Il passaggio assume ulteriore importanza perché Tajani ha insistito sul valore della Resistenza e sul significato della memoria come elemento di coesione nazionale. In questo quadro, la sua presenza a Sant’Anna si inserisce nel profilo di un esponente politico che rivendica una collocazione europeista, liberale e moderata e che, all’interno del centrodestra, ha più volte sottolineato il rapporto tra i valori democratici, l’integrazione europea e la tradizione politica di Forza Italia.
Conte richiama il valore della memoria
Dall’altra parte della cerimonia, Giuseppe Conte ha utilizzato l’orazione ufficiale per collegare la memoria dell’eccidio alle responsabilità della politica nel presente. Il leader del Movimento 5 Stelle ha richiamato il significato di Sant’Anna come luogo nel quale non possono trovare spazio ambiguità rispetto alla storia del fascismo e del nazifascismo. Nel suo intervento ha inoltre insistito sulla necessità di costruire una cultura della pace e sulla responsabilità della politica davanti alle guerre e ai conflitti contemporanei.
«Questo è il tempo dei costruttori di pace e speranza», ha affermato Conte, collocando il ricordo delle vittime dentro una riflessione più ampia sulla necessità di evitare che la memoria rimanga soltanto una ricorrenza annuale. Il suo discorso ha assunto quindi un’impronta politica, ma anche istituzionale, con un richiamo diretto alla funzione della democrazia e alla responsabilità di chi esercita ruoli pubblici.
In un altro passaggio particolarmente significativo, Conte ha sostenuto che chi si definisce patriota dovrebbe riconoscere il valore di luoghi come Sant’Anna di Stazzema. Il riferimento alla patria e alla memoria della Resistenza ha inevitabilmente aperto una riflessione sul modo in cui le diverse aree politiche interpretano oggi il concetto di identità nazionale. Da una parte il centrodestra insiste sul valore del patriottismo e dell’interesse nazionale; dall’altra le opposizioni rivendicano il legame tra patriottismo, Costituzione, Resistenza e antifascismo.
Una giornata che supera gli schieramenti
La presenza contemporanea di Tajani e Conte ha quindi prodotto un’immagine insolita per la politica italiana: due leader appartenenti a schieramenti contrapposti nello stesso luogo della memoria, con ruoli differenti ma accomunati dalla partecipazione a una commemorazione che riguarda l’intera comunità nazionale. Il significato della giornata non si esaurisce nel confronto tra maggioranza e opposizione, perché Sant’Anna di Stazzema rappresenta prima di tutto il ricordo delle vittime e il rifiuto della violenza contro i civili.
L’eccidio del 12 agosto 1944 resta infatti una delle stragi più gravi compiute durante l’occupazione nazista in Italia. Le vittime furono centinaia e tra loro c’erano donne, anziani e bambini. La violenza colpì una comunità civile e lasciò una ferita profonda nella memoria della Toscana e dell’intero Paese. Per questo la commemorazione mantiene un valore che va oltre la cronaca politica del momento e richiama direttamente i principi sui quali si fonda la Repubblica.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio dedicato all’anniversario, ha a sua volta richiamato il dovere della memoria e il pericolo rappresentato dalle nuove guerre. Il suo intervento ha collocato Sant’Anna dentro una riflessione più ampia sulla necessità di difendere la pace e la dignità umana in un periodo segnato da nuovi conflitti internazionali.
Il centrodestra e la sfida della memoria
È proprio in questo scenario che la presenza di Tajani può essere letta anche attraverso la dinamica interna al centrodestra. Forza Italia mantiene una collocazione distinta rispetto alle altre componenti della maggioranza e il suo segretario ha costruito nel tempo un’identità fortemente legata al liberalismo, all’europeismo e alla moderazione. La partecipazione a una commemorazione come quella di Sant’Anna non dimostra da sola l’esistenza di una nuova strategia politica, ma contribuisce a rendere visibile una precisa sensibilità sui temi della memoria nazionale, dell’antifascismo e della collocazione democratica della destra italiana.
Il punto politico, dunque, non riguarda soltanto la presenza di Tajani accanto a Conte. Riguarda soprattutto il modo in cui i partiti italiani cercano di confrontarsi con la propria idea di storia nazionale. Sant’Anna di Stazzema diventa così uno spazio nel quale la memoria delle vittime incontra il dibattito sul presente, sulla democrazia e sul significato delle parole patria, libertà e pace.
La giornata lascia quindi un’immagine istituzionale destinata a far discutere. Antonio Tajani ha rappresentato il Governo e ha ribadito la condanna delle responsabilità fasciste e naziste nella tragedia; Giuseppe Conte ha pronunciato l’orazione ufficiale insistendo sulla pace, sulla memoria e sui valori costituzionali. Due posizioni politiche differenti si sono incontrate nello stesso luogo, davanti alla stessa pagina della storia. Ed è proprio questo il dato più significativo della commemorazione: Sant’Anna di Stazzema continua a chiedere alla politica non soltanto di ricordare, ma di spiegare quale idea di democrazia e di Paese intenda consegnare alle generazioni future.
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