La guerra in Iran scuote l’Italia. Il prezzo del gas vola oltre i 60 euro per megawattora, livello che non si vedeva dal 2022, mentre le Borse europee affondano. A Palazzo Chigi si sono tenuti due vertici per affrontare l’emergenza: prima la sicurezza degli italiani nell’area del conflitto, poi l’impatto economico e le contromisure.
Al tavolo assieme alla premier Meloni si sono riuniti i ministri degli Esteri Antonio Tajani, della Difesa Guido Crosetto e dell’Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, insieme ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Coinvolti anche i vertici di Eni e Snam.
Nel vertice l’attenzione si è concentrata sui mercati. Il conflitto e il rischio di chiusura dello stretto di Hormuz hanno innescato una corsa alle materie prime. Il gas segna un balzo del 33,5% a 59,38 euro, dopo aver superato la soglia dei 60 euro. Un’impennata che riporta i prezzi ai picchi dell’emergenza energetica.
Le piazze finanziarie europee pagano il clima di tensione. Madrid crolla del 4,5%, Milano perde il 3,9%, Francoforte il 3,7%, Parigi il 2,9% e Londra il 2,6%. Vendite diffuse, timori su energia e trasporti, investitori in fuga verso asset considerati più sicuri.
Il governo studia ora misure di contenimento per limitare l’impatto su famiglie e imprese, sia nell’immediato sia nei prossimi mesi. La crisi in Medio Oriente entra così nelle case degli italiani, tra bollette che rischiano di salire e mercati in affanno.
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